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18:08pm27 ottobre 2021 | mise à jour le: 27 ottobre 2021 à 18:09pmReading time: 5 minutes

Una nuova leadership per Saint-Léonard

Una nuova leadership per Saint-Léonard
Photo: Foto cortesiaFranco Conciatori, candidato al posto di consigliere comunale (conseiller de la Ville) per il Distretto di Saint-Léonard Ovest

Intervista a Franco Conciatori e Giovanni Valvano, candidati di Mouvement Montréal

Due italo-canadesi nati, cresciuti e da sempre impegnati socialmente a Saint-Léonard. Sono Franco Conciatori, 59 anni, ex poliziotto in pensione della Sûrété du Québec, e presidente da 12 anni dell’Associazione di soccer Saint-Léonard, e Giovanni Valvano, 54 anni, comproprietario dell’Hotel Montréal Metropolitain, presidente dell’Associazione di hockey Saint-Léonard da 21 anni.

Si presentano, il primo come candidato al posto di consigliere comunale (conseiller de la Ville) per il distretto Saint-Léonard Ovest, e il secondo come candidato al posto di consigliere di arrondissement per il distretto di Saint-Léonard Est. Si presentano nelle file di Mouvement Montréal insieme a Lili-Anne Trembly, fuoriuscita dal partito Ensemble Montréal, la quale si candida al posto di sindaca di Saint-Léonard contro l’attuale “intramontabile” sindaco Michel Bissonnet.

«Un anno e mezzo fa – racconta Franco, originario di Ripi (Frosinone) – stavo pensando di andare in pensione quando ha bussato alla mia porta Michel Bissonnett dicendomi che “Ensemble Montréal” era interessato ad avermi come candidato alle municipali anche per sostituire Patricia Lattanzio diventata deputata federale. Io ho dato la mia disponibilità anche perché da lì a poco sarei andato in pensione. Poi, però non c’è stato un seguito perché il partito, basandosi su altri criteri, ha finito per scegliere un’altra candidata (Angela Gentile, n.d.r). Ho detto: va bene, accetto la decisione. Ma poco tempo dopo ha bussato alla mia porta anche Lili-Anne Tremblay, che nel frattempo era diventata indipendente, dicendomi che voleva formare una sua squadra per presentarsi al Municipio di Saint-Léonard e che voleva che ne facessi parte. Così mi sono candidato ufficialmente».

«Conosco Lili-Anne Tremblay – spiega a sua volta Giovanni, originario di Melfi in provincia di Potenza – da 12 anni. Ha sempre risposto presente ai mei inviti in qualità di presidente dell’Associazione di hockey, poi siamo diventati amici. È una persona molto motivata e onesta. Conoscendo il mio impegno per Saint-Léonard mi aveva già invitato altre volte ad entrare in politica ma ho accettato solo adesso che si presenta come candidata a sindaca proprio perché la rispetto molto».

Giovanni Valvano, candidato al posto di consigliere di arrondissement per il Distretto di Saint-Léonard Est

Quali sono le cose che non vanno a Saint-Léonard?  

«Non ci vuole un ingegnere per capire i problemi che abbiamo. Innanzitutto – afferma Franco la cui esperienza come poliziotto si fa sentire – quello della sicurezza. Non abbiamo abbastanza poliziotti sulla strada. Non è normale che durante la notte ci siano solo due pattuglie che girino per le strade del quartiere con 80.000 abitanti e 12 parchi. Quello che possono fare è rispondere alle urgenze ma non hanno il tempo per fermarsi a discutere con i cittadini, per osservare, capire se ci sono problemi e prevenirli. Le persone anziane come i miei genitori, che hanno subito la visita di un ladro, a volte hanno paura ad andare a passeggiare nel parco vicino perché temono di essere aggredite. Non vogliamo fare la rivoluzione – interviene Giovanni – vogliamo solo che l’amministrazione metta i soldi al posto giusto. I soldi ci sono, bisogna distribuirli in base alle priorità.

Quando vado di porta in porta – afferma Franco – spesso i cittadini mi dicono: ma dove sono gli eletti municipali? Non li vediamo mai! Che stanno facendo? Questo è un altro problema; gli attuali consiglieri non sembrano essere troppo all’ascolto dei cittadini. Quando un residente chiama perché ha un problema bisogna rispondere, con gentilezza e senza arroganza.

Un altro problema ricorrente – aggiunge – è quello dei cani. Molte persone durante la pandemia si sono procurati un animale per avere della compagnia. Ma qui a Saint-Léonard non si possono portare i cani nei parchi. È vietato. Ma allora dove lo porto? Se devo salire in macchina mi passa la voglia. A Saint-Léonard ci sono tanti parchi, perché non istituire in ognuno di essi una zona recintata per i cani? Senza parlare dei cestini per la spazzatura che sono spariti dai parchi perché un giorno un “cretino” invece che buttare il suo sacchetto dei rifiuti dove deve lo ha scaraventato nel cestino di un parco. Non è giusto che tutti paghino per la stupidaggine di una persona.

Ed ancora: i marciapiedi rifatti sono troppo larghi, in alcuni zone gli autisti degli autobus hanno perfino difficoltà a girare e la via Jean-Talon est sembra abbandonata. Bisogna rivitalizzarla, farne una strada attraente r multiculturale».

Quale sarà l’impatto dell’arrivo della metro a Saint-Léonard?

«La presenza della metro sul nostro territorio – rispondono – sarà sicuramente positiva ma può portare anche dei problemi: più confusione, più droga, più gente che vagabonda nelle stazioni, meno parcheggi per i residenti. Ho 40 anni di esperienza nel mondo degli affari – sostiene Giovanni che, tra le altre cose, ha gestito anche le sale da ricevimento del Complexe Le Baron – e so che i problemi bisogna prevenirli e affrontarli. Bisogna preparare la popolazione a tutto questo, spiegare cosa si farà, cosa non si farà e perché; costruire dei parcheggi, sentire le esigenze dei commercianti, sensibilizzare i cittadini. Che informazioni hanno oggi i cittadini sulle tre stazioni della metro che verranno costruite a Saint-Léonard? Nessuna!

Penso – aggiungono entrambi – che c’è bisogno di una vera leadership e di molta trasparenza. Il gruppo che governa attualmente Saint-Léonard è lì da troppo tempo. Il rischio è quello di dare tutto per scontato e acquisito. Se non c’è rinnovamento non ci saranno nuove idee che circoleranno. Questo è il momento giusto per cambiare anche perché ci sono due candidati come noi, d’origine italiana, sensibili alla comunità italiana ma sensibili a tutta la società perché vivono a Saint-Léonard da sempre e la conoscono come le loro tasche. Abbiamo bisogno di un cambiamento per preparare il futuro di Saint-Léonard».

 

 

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