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14:33pm9 novembre 2021 | mise à jour le: 9 novembre 2021 à 14:37pmReading time: 5 minutes

Quando scienza e arte si incontrano

Quando scienza e arte si incontrano
Photo: Foto cortesiaMarta Cerruti, docente di ingegneria dei materiali e ricercatrice presso l’Università McGill

A colloquio con Marta Cerruti, chimica e ricercatrice all’Università McGill e acquarellista

Si è aperta il 7 novembre (inaugurazione ufficiale l’11 dalle 17 alle 18:30), l’esposizione di acquarelli di Marta Cerruti intitolata “Une promenade dans le parc”. La mostra, in programma fino al 3 dicembre (orario 10-20), si tiene presso il Centro culturale “Art Neuf”, al 3819 av. Calixa Lavallée, Montréal, nel cuore del Parc Lafontaine.

Nata, laureatasi e specializzatasi in chimica dei materiali a Torino, Marta, dopo aver terminato il suo Postdottorato tra la North-Carolina e Berkeley (California), si è trasferita a Montréal nel 2009 per assumere la cattedra di Ingegneria dei materiali presso l’Università McGill.

«All’università – spiega Marta, che unisce la sua professione di docente e ricercatrice alla passione per il disegno e l’arte –  mi occupo, in particolare, di biomateriali ovvero di quei materiali che vengono inseriti nel corpo umano per aiutare a riparare delle parti del corpo umano che si sono rotte come, ad esempio, le ossa. Nel caso di una frattura e dipendentemente dal tipo di frattura, per guarire si possono applicare delle placche di titanio, si può ricorrere al “grafting”, ovvero al trapianto di un osso o parte di esso preso da un’altra parte del corpo oppure si creano dei materiali sintetici che in qualche modo possono imitare la struttura dell’osso e aiutarlo a ricrescere. È la cosiddetta “ingegneria dei tessuti”. Si può applicare a vari tipi di tessuti e io e il mio team di ricerca ci occupiamo principalmente dell’osso. Creiamo dei materiali che si chiamano “scaffold”, ovvero delle strutture porose in cui possono entrare delle cellule che mano mano cominciano a ricostruire una matrice ossea. Una volta ricostruita, lo “scaffold”, che comunque è un materiale sintetico, si degrada e scompare lasciando il campo all’osso che si è ricreato.

Sto lavorando molto anche su un materiale che si chiama grafene e che, attraverso varie elaborazioni, può agire nello stesso modo. Poiché la mia specialità è proprio la chimica delle superfici, da tempo – continua – studio anche un altro materiale, il biovetro, che trattato in un certo modo si trasforma nella stessa componente minerale che è nell’osso e che quindi è un ottimo materiale per delle riparazioni di ossa e denti. Per alcuni di questi materiali siamo ancora in fase sperimentale, per altri siamo in fase di applicazione clinica. In altre parole –aggiunge – mi occupo di interzione tra materiali, biologia e medicina, per questo il mio laboratorio si chiama “Bio interface lab” (http://biointerfacelab.mcgill.ca/index.html)».

 

E gli acquarelli?

«Ho iniziato a disegnare con un insegnante privato, un mio amico di Montréal che si chiama Eberhard Froehlich, in seguito ad un periodo di “crisi” personale e lavorativa. Avevo un po’ perso i miei punti di riferimento e ho pensato che disegnare, che era una cosa che avrei sempre voluto fare ma che, a causa dei tanti impegni non facevo, mi avrebbe aiutato. Ed improvvisamente è come se qualcosa dentro di me si fosse aperta, il mio modo di vedere il mondo è cambiato. Facevo tantissimi schizzi, soprattutto dei mie due figli, poi piano piano il mio insegnante mi ha detto di aggiungere il colore. All’inizio è stato disastroso poi sono passata agli acquarelli e me ne sono innamorata.

Dipingo solo dal vero e quasi sempre all’aperto. E poiché abito vicino al Parco Lafontaine, il parco è diventato il mio soggetto preferito. Quando disegno o dipingo è come se mi “connettessi” con quello che sto ritraendo, sono molto concentrata sul momento.

“L’albero delle fate”, uno degli acquarelli di Marta Cerruti

Nel disegno c’è un aspetto intuitivo, il colore diventa intuizione e questo aspetto è molto diverso dal resto della mia vita professionale. Ma nel disegnare dal vivo bisogna anche fare attenzione a quello che ci circonda. È come se le due esperienze, quella artistica e quella scientifica, si unissero e si completassero l’una con l’altra. Inoltre, il fatto che sono una chimica delle supefici mi permette di “giocare” con gli acquarelli, con l’interazione tra i materiali che si utilizzano ovvero l’acqua, il colore e la carta. Quando dipingo, avverto un senso di assoluta libertà perché sono io che scelgo il soggetto da raffigurare e come raffigurarlo e questo aspetto lo vivo molto di più nell’arte che nella scienza; però questo mi dà la carica per tornare a fare quello che faccio dal punto di vista scientifico.

Il parco Lafontaine è uno dei soggetti preferiti di Marta Cerruti

I miei soggetti preferiti – conclude Marta – sono la natura, gli alberi, le persone, i bambini, il parco giochi, una specie di interfaccia tra uomo e natura che poi, a pensarci bene, diventa anche un parallelo con il mio lavoro nel campo scientifico, dove i materiali sintetici che creiamo sono messi al servizio della natura umana».

Info-mostra

Marta Cerruti sarà disponibile per incontrare i visitatori della mostra domenica 21 novembre, dalle ore 15 alle ore 16, oppure inviare una e-mail a: mcerruti@fastmail.fm

https://artneuf.ca/exposition-a-venir-une-promenade-dans-le-parc-de-marta-cerruti/

La metà del ricavato della vendita dei suoi acquarelli (da 500 a 1200$) sarà devoluto a “Les Impatients” (impatients.ca), un organismo che aiuta le persone affette da problemi mentali per mezzo dell’espressione artistica.

 

 

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