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15:26pm23 maggio 2017 | mise à jour le: 23 maggio 2017 à 15:26pmReading time: 4 minutes

Sulla strada dell’Unitas

Incontro con Antonio Sciascia, neo presidente del CNIC

L’avvocato Antonio Sciascia

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All’inizio di maggio l’avvocato Antonio Sciascia, succedendo a Pino Asaro, è stato eletto alla guida del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi (CNIC), Regione Quebec. Insieme a lui, nel nuovo consiglio d’amminstrazione vi sono: Pietro Iannuzzi, Enrica Uva, Franco Palermo ed Eddy Minicozzi.

Per Sciascia si tratta di un ritorno alle origini in quanto è già stato presidente di questo organismo a più riprese, dal 1981 al 1984 e dal 2006 al 2013, oltre che presidente del CNIC-Canada (Nazionale) per due mandati. Molta esperienza, dunque, al servizio della nostra comunità, in un momento in cui si cerca, attraverso il progetto Unitas, di dare un nuovo slancio e soprattutto una nuova linfa ai nostri organismi di rappresentanza.

 

Avvocato Sciascia, in questi ultimi tempi nella nostra comunità si parla molto di Unitas. Cos’è? Quali  sono gli obiettivi?

«È un progetto al quale abbiamo iniziato a lavorare quasi 5 anni fa. Perché Unitas? Perché, storicamente, la nostra comunità è arrivata ad un bivio. La gente è invecchiata. Quasi ogni settimana c’è un’associazione che chiude le sue porte per mancanza di rinnovamento. I giovani sono poco interessati a queste associazioni per tanti motivi. Organismi e associazioni comunitarie organizzano vari eventi e varie raccolte fondi e tutti vanno a “bussare” sempre alle stesse porte. Quando poi si presenta un problema di carattere più “politico”, che ci tocca più da vicino in quanto comunità italiana, una risposta a più voci rischia di essere discordante o meno incisiva. L’idea alla base di Unitas è quella di riunire tutti gli organismi di una certa importanza (FCCI, CNIC, CIBPA Casa d’Italia e Centro LdV) sotto uno stesso “cappello”, per fare in modo che quando la comunità italiana parli, parli con una sola voce, e che quando raccolga fondi, li raccolga all’unisono.

Naturalmente non è stato facile cercare di far cambiare mentalità e tradizioni a certi organismi e questo ha richiesto un po’ più di tempo per trovare la formula adatta affinché ogni organismo conservasse la propria autonomia ma che, allo stesso tempo, partecipasse ad una politica comune in nome della comunità italiana. Unitas sta muovendo i suoi primi passi; i 5 organismi che ne fanno parte dovranno, prima o poi, ristrutturarsi con un consiglio d’amministrazione più agile formato, al massimo da 5 persone: un presidente, due vicepresidenti, un tesoriere e un segretario. Poi i rappresentanti di ogni singolo organismo faranno parte del c.a. di Unitas che sarà formato da 11 membri: i 5 presidenti, 4 governatori (membri della FCCI) e 2 esterni, da decidere ancora chi saranno questi ultimi».

 

E i giovani?

 

@R:«Al recente Ballo dei Governatori ne ho visti tanti e di questo sono molto contento. Uno degli obiettivi di Unitas è anche quello di interessare i giovani, di coinvolgerli in questo sistema. Sono loro, i ragazzi tra i 30 e i 40 anni, che devono prendere in mano la situazione, rappresentano il futuro della nostra comunità».

 

Cos’altro c’è nell'”agenda” del CNIC?

 

«Sicuramente portare avanti il discorso iniziato con il comitato antidiffamazione. Ultimamente abbiamo ottenuto un certo successo perché notiamo che, a parte forse il “Journal de Montreal”, gli altri organi di stampa hanno smesso di associare automaticamente la parola “mafia” alla parola “italiana”. Sia il quotidiano La Presse che la Gendarmeria Reale del Canada (a proposito della loro operazione denominata “Clemenza”) ci hanno mandato delle lettere di scuse. Sono degli stereotipi duri a morire.

A parte ciò, ad agosto tornerà la Settimana Italiana che ormai gode di tutta la sua credibilità. A dimostrarlo c’è anche il fatto che, oltre ai privati, questo festival riceve delle sovvenzioni dai tre ordini di governo: federale, provinciale e municipale. Quest’anno, la Regione protagonista sarà la Sicilia e l’opera che verrà rappresentata all’aperto sarà la “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni. Manterremo poi le celebrazioni per la Giornata internazionale della donna e il torneo di golf. Ma ci sarà un solo torneo di golf, sotto l’egida di Unitas, e non vari tornei come in passato.

Un altro obiettivo che si pone il CNIC, insieme ad Unitas, è quello di “aiutare” forse la più importante e storica istituzione della comunità, la Casa d’Italia, a tirarsi fuori da una situazione finanziaria molto difficile e a ristrutturarsi. A tale proposito verrà organizzata una grande campagna di raccolta fondi. Ma la di là di tutto, il mio augurio è che i giovani prendano in mano questi organismi comunitari. Noi, tra qualche anno non saremo più qui e il futuro è nelle loro mani».

 

Antonio Sciascia è nato a Cattolica Eraclea (Agrigento) nel 1947.

È emigrato a Montreal all’età di 11 anni.

Si è laureato in Legge all’Università di Montreal.

Pratica la professione di avvocato da 43 anni.

Il suo studio si trova sul bolevard S-Laurent, nel cuore della Piccola Italia, alla quale, essendoci cresciuto, è molto legato.

Ha iniziato ad essere attivo nei vari organismi della comunità italiana fin dal 1975.