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14:31pm8 marzo 2022 | mise à jour le: 8 marzo 2022 à 14:32pmReading time: 5 minutes

Quattro amici e sei birre dal cuore italiano!

Quattro amici e sei birre dal cuore italiano!
Photo: Foto cortesia LobevaI quattro amici italo-quebecchesi: Michele D’Amico, Carmine Cerrone, Anthony Iacono e Stefano Lucia

Michele, Carmine, Anthony, Stefano e l’ “avventura” delle birre Lobeva

“Lubriaque”, “Brisquola”, “Comare”, “Compare”, “Pappagallo” e “Moka Lisa” ed in estate se ne aggiungerà una settima, “Spina”. Sono i nomi alquanto scherzosi, a metà strada tra il dialetto e l’italiano, delle birre “Lobeva” , un marchio che ha portato 4 amici d’origine italiana di Rivière-des-Prairies/Saint-Léonard a fare sul serio ed a lanciarsi nel mondo della produzione di birre artigianali.

Tutto nasce dalle tradizioni italiane, in particolare molisane, calabresi e siciliane, coltivate e tramandate nelle case dei genitori di Michele D’Amico, Carmine Cerrone, Anthony Iacono e Stafano Lucia, quattro ragazzi nati e cresciuti nell’est di Montréal che si conoscono da quasi vent’anni, dai tempi delle scuole secondarie.

«Abbiamo iniziato a fare la birra nel sottosuolo della casa di Anthony – spiega Michele –  circa 14 anni fa. Le nostre famiglie, come è tradizione per tanti italiani di Montréal, facevano il vino, la grappa, le salsicce, i capicolli. Ci siamo detti: perché non provare a fare anche la birra? L’idea era di berla tra di noi, tra amici. Ma piano piano abbiamo pensato di migliorare le nostre ricette, grazie anche al fatto che Carmine ha studiato Scienza degli alimenti all’università, e abbiamo deciso di partecipare al alcuni concorsi attraverso il Canada. Le nostre birre hanno ricevuto diversi giudizi positivi ed hanno vinto un primo premio, la  “Lubriaque”, e un secondo premio, la “Comare”.

Questo ci ha spinti ed incoraggiati a produrle in quantità maggiore in modo da poterle commercializzare e nel 2019 le abbiamo messe in vendita con il marchio Lobeva, un nome che gli italiani capiscono e che incuriosisce i quebecchesi.

Il nostro – aggiunge Michele – è un prodotto tipico del Québec fatto però con la mentalità, il gusto e le tradizioni italiane. Ad esempio, nella Brisquola c’è un liquore simile al Campari, un gusto diverso da quello a cui sono abituati i quebecchesi soprattutto quando bevono la birra, ma questo è il nostro “marchio di fabbrica”.

Vogliamo unire le tradizioni quebecchesi a quelle italiane. Siamo cresciuti – interviene Stefano che si è aggiunto a Lobeva in qualità di responsabile delle vendite – con le tradizioni dei nostri genitori, quelle di fare i prodotti fatti in casa, di farli con le nostre mani. Perché, dunque, non approfittare di questo “savoir-faire” per applicarlo ad una bevanda molto apprezzata nel Québec come la birra?

In genere – aggiunge Carmine, il “capo birraio”, – ci vediamo almeno una volta a settimana per provare e/o perfezionare i nostri prodotti fino a quando non troviamo la formula giusta. Ma le decisioni sui prodotti le prendiamo tutti insieme.  La prima che abbiamo commercializzato è stata la Lubriaque” verso la fine del 2018.

Poi nel marzo del 2020, proprio con l’inizio della pandemia, è stata la volta di Brisquola e Comare; di Compare e Pappagallo nell’estate dello scorso anno ed infine di “Moka Lisa” nell’autunno scorso».

 

La scelta dei nomi

«La nostra prima birra – spiega Michele ridendo – l’abbiamo chiamata “Lubriaque” perché a forza di provare e riprovare ad un certo punto ci sentivamo un po’ …. allegri!»

«Cerchiamo di giocare un po’ con le parole anche per sollevare la curiosità della gente. La seconda birra l’abbiamo chiamata “Brisquola” – afferma Carmine – perché quando andavamo a scuola la prima cosa che facevamo era quella di giocare a carte! Poi è arrivata la “Comare”, dal gusto più fruttato, forse più adatta alle donne e visto che c’era la “Comare” non poteva mancare una birra un po’ più forte come la “Compare” mentre la “Pappagallo” ha questo nome perché ha un gusto più tropicale ma anche perché in italiano si usa spesso dire di non ripetere le cose come un pappagallo. Infine per la “Moka Lisa, una birra più scura dal gusto di caffè e cioccolato, ci siamo ispirati al capolavoro di Leonardo da Vinci.

Le sei birre di Lobeva: Moka Lisa, Compare, Pappagallo, Comare, Brisquola e Lubriaque

Inoltre, aggiunge Michele – i disegni sulle lattine sono stati fatti da alcuni nostri amici artisti. Ad esempio Marco Paradiso ha disegnato l’etichetta della “Lubriaque”, è anche un modo per fare qualcosa di originale e per far conosce il loro lavoro.

Il nome Lobeva, invece, è frutto di un lungo processo. All’inizio – afferma Carmine – avevamo scelto il nome Luppolo ma abbiamo scoperto che a Vancouver esisteva già una birra con questo nome. Però avevamo già iniziato a fare il logo.

C’eravamo innamorati della lettera L di luppolo ed alla fine abbiamo dovuto scegliere un altro nome con la L e ci è venuto in mente Lobeva nel senso di una birra da bere tutti insieme anche alla salute dei nostri genitori perché se oggi siamo capaci di fare tutto questo lo dobbiamo anche a loro che ci hanno insegnato a fare le cose con le nostre mani».

L’intenzione di Michele, Carmine, Anthony e Stefano è quella di non fermarsi qui, ma di aprire nel futuro una birreria dalle parti di R.d.P.-St-Léonard,  dove poter produrre, far degustare e vendere le proprie birre.

«Durante la pandemia – conclude Stefano – questo non è stato possibile così come è stato difficile farci conoscere. Ora che le cose stanno migliorando, vogliamo esplorare tutte le strade. Vogliamo partecipare ai vari festival e saremo anche al prossimo “Italfestival”».

Cuore, gusto e fantasia italiana, siamo sicuri che Lobeva ha la ricetta giusta per percorrere le strade del Québec.

 

Info-birre

Per informazioni o per sapere dove trovare i prodotti Lobeva: https://lobeva.ca/

https://www.facebook.com/lobevamtl

 

 

 

 

 

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