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Un cocktail per la Casa d'Italia


Pubblicato il 2 ottobre 2018

Il Console Generale d'Italia a Montréal Marco Riccardo Rusconi e il presidente della CCPI-Casa d'Italia Gino Berretta

©Foto Fabrizio Intravaia

La campagna di raccolta fondi è a buon punto

Alla presenza del Console Generale d'Italia a Montréal Marco Riccardo Rusconi, del presidente Gino Berretta e dei membri del consiglio d'amministrazione, si è tenuta, il 27 settembre scorso, una serata "Porte aperte" alla Casa d'Italia.

Gli obiettivi di questo cocktail-incontro erano quelli di far conoscere, a quanti ancora non lo conoscessero, questo storico edificio della comunità italiana inaugurato nel 1936, e di fare il punto della situazione sulla campagna di raccolta fondi che fino a questo momento ha permesso di raccogliere un milione e centomila dollari.

«Il debito che si è accumulato negli anni – ha spiegato il presidente della CCPI-Casa d'Italia Gino Berretta  – ammonta a tre milioni di dollari. Siamo sulla buona strada. Con il Gala del 17 novembre al Teatro Saint-James, e con le altre attività in programma, contiamo di stimolare la campagna di raccolta fondi e siamo ottimisti circa la possibilità di arrivare, da qui alla scadenza di ottobre 2019, a raccogliere i 3 milioni di dollari necessari per risanare il debito».

«Abbiamo voluto organizzare questo cocktail – ha proseguito - anche per ringraziare gli amici e tutti coloro che finora hanno contribuito alla campagna e per far capire a tutti l'importanza storica di questo edificio che – ha sottolineato – al di là dei rumori e delle false notizie che circolano, è ancora ben vivo e pieno di voglia di fare. Un luogo che va al di là delle sue mura e dei suoi locali, che rimane un punto di riferimento, un simbolo, una testimonianza della presenza della nostra comunità».

Dopo la lettura da parte di Roberto Zorfini di alcuni scambi epistolari tra immigrati e familiari in Italia, lettere autentiche custodite negli archivi della Casa d'Italia, il Console Rusconi, parlando dell'importanza della parola "casa" per noi italiani, da sempre considerata come un luogo centrale della nostra vita, ha inviato i presenti a continuare negli sforzi intrapresi per portare a buon fine la raccolta fondi e a continuare, quindi, a prendersi cura anche di questa "Casa", «la vostra – ha detto – che è stata la casa dei vostri antenati e predecessori, che fa parte della nostra storia e che proprio per questo dobbiamo mantenerla viva per trasmetterla, così come i nostri genitori hanno fatto con le loro case, ai nostri figli!».