Attività
21:14pm26 febbraio 2018

Tra la “Dolce vita” e la Piccola Italia

La scomparsa del fotografo Pierino Di Tonno

Pierino Di Tonno nella sua casa-studio circondato dalle sue fotografie

Foto Archivio TC Media

Chi, nella Piccola Italia o nella comunità italiana non conosceva Pierino Di Tonno? Con la sua inseparabile macchina fotografica, con quei suoi grandi baffi e l’aria da “impunito”, fiutava, a volte serio, spesso ironico, l’aria, alla ricerca dell’umanità più o meno celebre da immortalare.

Pierino Di Tonno si è spento il 24 gennaio scorso, all’età di 84 anni, nella sua casa del boulevard Saint-Laurent, nella Piccola Italia, proprio accanto alla Fruiterie Milano, con i cui proprietari ebbe un contenzioso due anni fa per via di uno sfratto. I funerali si sono svolti il 27 gennaio.

La sua non era solo una semplice casa. Sospesa a metà strada tra Cinecittà e Hollywood, era anche un museo, un laboratorio, un luogo di raccolta di ricordi, cimeli, autografi, poster di film e, soprattutto, fotografie, tantissime, di Sophia Loren, Gina Lollobrigida, Marcello Mastroianni, Adriano Celentano, Marlon Brando, Al Pacino, solo per citarne alcuni. Non c’era star dello spettacolo, di passaggio a Montréal, che non venisse immortalata dal suo obiettivo. Con diverse di queste star era diventato amico e spesso veniva sollecitato sia dai media che dal mondo dello spettacolo quebecchese per avere accesso alle “stelle” in provenienza dall’Europa e dall’Italia.

Pierino Di Tonno era nato il 28 febbraio del 1933 a Montorio nei Frentani, in provincia di Campobasso ed era arrivato a Montréal alla fine degli anni ’50.

«Era un anarchico, anche se non tutti lo direbbero, infatti non si sono svolti nemmeno i funerali, solo una cerimonia privata», ha commentato il sindaco di Montorio Pellegrino Nino Ponte. «Pierino è sempre rimasto molto legato al nostro paese. Fu proprio lui – ha ricordato– ad ispirare al regista Giuseppe Tornatore il soggetto di “Nuovo Cinema Paradiso”, a causa del fallimento dei cinema di Montorio, Vinchiaturo e Casacalenda».

 

Il sigaro di Clint Eastwood

«Pierino merita di essere ricordato dalla nostra comunità perché era un personaggio unico, di rilievo, con un carattere tutto particolare. La nostra amicizia – racconta Salvatore Agostino, ex presidente della SDC-Petite Italie, ex proprietario del ristorante “Dai Baffoni” sul boul. Saint-Laurent e attualmente consulente nel mondo della ristorazione – risale all’inizio degli anni ’60. Lui era già ben introdotto nel mondo dello spettacolo. Aveva tanti amici come il noto artista Vittorio Fiorucci, il “papà” di Victor, il “diavoletto” di colore verde diventato il simbolo del Festival Juste pour rire, o come i registi Federico Fellini e Sergio Leone. Quando andava a Roma veniva ospitato proprio da Sergio Leone. E, a proposito di quest’ultimo mi ricordo che fu proprio Pierino a suggerire al regista di mettere in bocca a Clint Eastwood, nella scena del duello del film “Per un pugno di dollari”, un sigaro perché – a detta di Pierino – le labbra di Clint erano troppo piccole e bisognava fare qualcosa per rendere il suo personaggio un po’ più virile. Quel “toscano” era stato tagliato poco prima proprio da Pierino che spesso seguiva il regista sul set cinematografico. È un piccolo episodio ma che a mio avviso racconta molto bene tutta la personalità di questo personaggio che con la sua intelligenza e profondità arrivava a notare cose che gli altri non notavano.

Pierino veniva quasi tutte le sere al mio ristorante, parlava con tutti e fumava la pipa, a causa della quale ogni tanto litigava con gli altri clienti. Era un grande difensore dell’italianità e un grande fotografo, le sue foto non erano “costruite”, erano spontanee. Meriterebbe di essere ricordato con una grande mostra dedicata ai suoi 50 anni e più di incessante lavoro fotografico».  

Pierino è stato per diversi anni il “fotografo ufficiale” della comunità italiana. Era presente a tutti i più importanti avvenimenti della comunità. Ha collaborato con diversi giornali e spesso lo vedevamo arrivare in redazione, quando il Corriere Italiano era sulla via St-Denis, per farsi uan chiacchierata e per proprorci questa o quella foto da pubblicare. Grazie Pierino per il tuo lavoro; le tue visite non erano mai banali!».