Attività

Il cocktail dei Presidenti

Su invito di Angela Minicucci e Ciro Cucciniello, copresidenti del “Centro comunitario della Petite Italie-Casa d’Italia” (è la nuova denominazione giuridica della Casa d’Italia), si è tenuto, il 27 giugno scorso, il “Cocktail dei presidenti”, un occasione – da parte degli amministratori di questa storica istituzione che sta ultimando il suo processo di ingrandimento e di rinnovamento – per incontrare presidenti e rappresentanti di organismi e associazioni della comunità italiana e per illustrare loro tutte le novità e le funzione di tale vecchia-nuova struttura che vuole essere sempre di più un punto di riferimento per tutta la nostra comunità. Dopo aver ringraziato i presenti, tra cui il Console generale d’Italia Giulio Picheca e signora, e la senatrice Marisa Ferretti-Barth, Minicucci e Cucciniello hanno spiegato di aver organizzato questo incontro «per potersi presentare, per far sapere chi siamo, per presentare “fisicamente” la Casa d’Italia e per condividere le nostre idee con tutti i presenti».

C’è stata quindi una visita dei tre piani in cui si articola la struttura. Al piano inferiore troveranno posto la biblioteca e l’archivio, i luoghi dove sarà custodita la memoria della nostra comunità; il centro culinario in cui verranno impartite lezioni di cucina italiana; classi per la didattica e l’insegnamento della lingua e un mini-teatro da 75 posti, già ultimato e dotato di un grande schermo, per proiezioni, lezioni o conferenze.

    Il primo piano, con il suo nuovo ingresso sulla via Berri; l’ingresso “storico” sulla via Jean-Talon con i marmi originali restaurati; il grande teatro (dove un tempo si celebravano i banchetti e le feste) con le bellissime vetrate originali, per le cerimonie ufficiali e gli spettacoli; la rotonda che fungerà da “Eco-museo” e “l’ingresso della memoria”, uno spazio aperto per le esposizioni il cui pavimento è costellato da 19 medaglioni (16 ultimati) che raccontano i momenti e gli avvenimenti più significativi dell’immigrazione italiana a Montreal. 

Infine il piano superiore, adibito ad uffici, quello della “Casa” e quelli di alcune delle associazioni e degli organismi della nostra comunità.  «La Casa d’Italia – hanno ribadito i due copresidenti dopo averne ripercorso un po’ la storia – vuole essere il luogo della memoria della nostra comunità, il luogo dove ritrovare e conservare “l’essenza”, le radici della comunità italiana di Montreal». Ma la memoria è un bene collettivo, un bene che va conservato e tramandato con l’aiuto di tutti. «Dunque, senza la vostra partecipazione – è stato il loro appello – quella dei vostri organismi e delle vostre associazioni, con tutto il patrimonio di oggetti, documenti, testimonianze che possiedono i vostri associati, non andremo molto lontano. Noi siamo qui per voi e per tutti quelli che lo desiderano».

   Inaugurata ufficialmente nel lontano 1° novembre 1936, la “Casa” celebra quest’anno il suo 75mo anniversario, avvenimento che sarà adeguatamente sottolineato con l’apertura ufficiale dell’edificio rinnovato prevista proprio per il prossimo 1° novembre a cui seguirà, il 5 novembre, il tradizionale Gala che gli organizzatori vogliono dedicare a tutte le regioni d’Italia.

Nel frattempo, sono tanti i progetti che “bollono in pentola”, tra cui, tanto per citare il più imminente, quello del “Padiglione Italia nel mondo”, un’iniziativa straordinaria della Biennale di Venezia (esposizione internazionale d’arte), legata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia, per la quale nei vari Istituti italiani di cultura sparsi nel mondo sono esposte delle opere di artisti italiani e/o d’origine italiana, residenti o attivi in loco.  Per quanto riguarda Montreal, sono stati selezionati tre artisti, Leda Montereali, Luci Mastropasqua e Mario Merola, che espongono le loro opere alla Casa d’Italia (anziché all’Istituto) fino al 27 novembre. Su questa inziativa troverete un servizio nel prossimo numero del Corriere Italiano.  

 

 

                                                f_intravaia