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Tony Loffreda “Personalità dell’anno 2018” della CIBPA

Tony Loffreda “Personalità dell’anno 2018” della CIBPA
Tony Loffreda, al centro, riceve da Dominic Diaco, presidente CIBPA (a sin.) e da Sam Scalia, presidente della Fondazione CIBPA, il premio "Personalità dell'anno 2018"

Il 5 dicembre scorso, la CIBPA, l’Associazione delle persone d’affari e professionisti italo-canadesi ha assegnato a Tony Loffreda, vicepresidente del consiglio di RBC Banque Royale, gestione del patrimonio, e presidente della Fondazione Comunitario Italo-Canadese, il premio “Personalità dell’anno 2018”.

Oltre 200 persone erano presenti al “Cocktail del Presidente”, la cerimonia di consegna del premio, giunto alla sua 50ma edizione, svoltasi al Padiglione Jacques-Cartier, nella zona del Vecchio Porto di Montréal.
Il Premio è stato creato nel 1967 con l’obiettivo di rendere omaggio ad una persona che si è particolarmente distinta per il suo notevole contributo alla società e al benessere pubblico.

Dopo la testimonianza della signora Nadine Renaud-Tinker, diregente per il Québec della RBC, che ha sottolineato come il suo collega «non sia solo un bravissimo uomo d’affari ma anche una persona con un grande cuore, sempre pronto a dare buoni consigli ed a sostenere numerose cause sociali sia all’interno della “sua” comunità, che a livello della società montrealese, Tony Loffreda ha ricevuto anche il saluto del figlio Davide che ha parlato anche a nome degli altri familiari presenti alla serata.

«La CIBPA festeggerà i suoi 70 anni nel 2019. «Abbiamo in programma – ha detto il suo presidente Dominic Diaco – diverse attività in proposito. Una delle nostre sfide principali è quella di preparare la “relève” di domani e in questo senso, Tony Loffreda non può che essere un ottimo esempio per i giovani e questa serata serve proprio a sottolineare il suo contributo eccezionale al tessuto sociale del Canada. Il suo sostegno costante e senza flessioni alle diverse cause comunitarie e sociali – ha aggiunto – è apprezzato da tutti».

Tony Loffreda, proprio per il suo grande impegno, ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui, la medaglia d’oro del “Luogotenente-Governatore” nel 2018; la medaglia del 150mo anniversario del Canada, assegnata dal Senato canadese nel 2017; il Premio del Governatore Generale per “l’entraide” nel 2014 e la medaglia del Giubileo di diamante della Regina nel 2012. Tony Loffreda, oltre ad essere dirigente della RBC e presidente della FCCI è anche copresidente del Comitato organizzatore della Coppa del mondo di calcio 2026 per Montréal.

Dopo i ringraziamenti, in particolare alla sua famiglia ed ai suoi colleghi di lavoro, Tony Loffreda si è detto particolarmente contento per questo riconoscimento che lo ha reso felice perché viene dalla “sua” comunità, sottolineando come «tutto ciò non sarebbe possibile senza l’aiuto e il sostegno di tutti, specialmente della mia famiglia. L’importante – ha aggiunto – è fare le cose con onesta, con integrità, con trasparenza, con generosità ed abnegazione; l’importante è amare ciò che si fa e lavorare insieme per restituire alla comunità ciò che abbiamo ricevuto».

Una scultura “storica”

Il riconoscimento consegnato a Tony Loffreda in qualità di “Personalità 2018 della CIBPA” è la riproduzione della scultura in bronzo collocata nell’atrio della Casa d’Italia, creata da Egidio Vincelli nel 2012 per ricordare l’internamento degli italiani durante la Seconda guerra mondiale. La scultura rappresenta un uccello che prende il volo e rinasce da un albero secco avvolto dal filo spinato.
«Quando abbiamo ricevuto il finanziamento per la statua – ha spiegato lo scultore d’origine molisana – l’accordo con il governo federale e la CIBPA era quello di fare anche una tiratura limitata di 20 copie, in formato ovviamente più piccolo, da consegnare, anno dopo anno, alle varie “Personalità della CIBPA”. Quella consegnata il 5 dicembre scorso è stata la settima della serie. In futuro si vedrà, se farne un’altra serie limitata con altre caratteristiche.
Per fare l’originale e per rispettare i tempi di consegna – aggiunge Egidio Vincelli ancora memore delle sue “fatiche” – ho lavorato ininterrottamente notte e giorno per due mesi quando normalmente ce ne voglio almeno tre. È stato un exploit eccezionale ma ne valeva la pena se non altro per rendere omaggio alla memoria di quanti sono stati ingiustamente internati durante la Seconda guerra mondiale».