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15:19pm31 marzo 2020 | mise à jour le: 31 marzo 2020 à 15:19pm

Supporto alle imprese locali, mangiare consapevole

Supporto alle imprese locali, mangiare consapevole
Photo: Foto cortesiaAlessandra Cerroni

Intervista all’imprenditrice Alessandra Cerroni

di Francesca Sacerdoti  –  sacerdoti.francesca@gmail.com

 

Diverse sono le giovani donne della comunità che si stanno mettendo in gioco in vari settori professionali. Questa volta abbiamo contattato Alessandra Cerroni, foodies, imprenditrice, organizzatrice di eventi ed esperta in marketing.

Alessandra ci ha parlato anche del suo background italo-canadese, dell’influenza della famiglia e della nascita della sua passione. «Non mi piaceva nulla ad eccezione di pasta e burro, quindi è abbastanza ironico il mio essermi avventurata nel settore del cibo, ma sin da piccola – afferma – ho capito che non importava quanto le cose potessero essere difficili da un punto di vista economico oppure quanto attenti i miei genitori fossero con i soldi, hanno sempre trovato un modo per comprare prodotti di qualità e trovare il tempo di cucinare del buon cibo». Alessandra prosegue raccontandoci di come una passione sia divenuta una professione: «Non ho fatto alcuno studio particolare fino a 10 anni fa quando ho iniziato ad interessarmi al cibo da una prospettiva differente. Facevo un lavoro che non mi piaceva, mangiavo inconsapevolmente, mangiavo cibi grassi e non mi sentivo bene. Ho lasciato quel lavoro ed ho iniziato ad educare me stessa riguardo a cibo e salute. Mi sono ritrovata a focalizzarmi su questo, ma stavo perdendo gran parte della gioia che avevo avuto crescendo intorno ad esso. Ho cominciato ha riflettere su cosa il cibo significasse per me: è direttamente associato con la cultura, l’apprendimento e la famiglia. Alla fine sono approdata alle mie origini: mi piace mangiare e cucinare consapevolmente e l’atto di condividere ciò con altre persone è la cosa più importante. C’è veramente un elemento nostalgico nel cibo; credo che in tempi come questi, ci porta molto conforto. Dunque – prosegue – le ragioni per mangiare sono molte: possono essere emozionali, o si ha semplicemente fame…tuttavia uno dei miei insegnanti disse una cosa molto importante: “Fintanto che sai perché stai mangiando e cosa stai mangiando alla fine ne sarai consapevole”.

 

Mangeons Montréal e Social Foodies

Alessandra, oltre a lavorare per un’importante agenzia di marketing chiamata Nourish Network, ha creato una sorta di piattaforma di condivisione social Mangeons Montréal/Let’s Eat Montréal. «Rappresenta la mia passione per il cibo e l’idea di scambiare questa passione con altre persone; è una piattaforma per promuovere i business locali e le loro attività. Nel passato era piu’ focalizzata nel riunire la gente ad eventi in ristoranti ed anche in luoghi piu’ grandi tipo i mercati dove puoi trovare i produttori presentare i loro prodotti, con l’intento di educare, apprezzare e condividere, questi sono i miei principi».

 

La piattaforma si unisce ad una pagina Facebook chiamata Social Foodies, un luogo virtuale dove informarsi in merito ad aperture di ristoranti, o, soprattutto in questo momento, su quei locali che effettuano consegne.

Tra gli eventi organizzati da Alessandra c’è anche La Fête des Restos. «È stato un evento di raccolta fondi creato in collaborazione con RestoMontreal. Abbiamo avuto 10/15 ristoranti e business e 300/400 persone partecipare all’evento; la maggior parte dei guadagni andavano a banche del cibo».

 

Commenti e suggerimenti per il presente

«E’ un momento molto difficile per tutti quelli che lavorano nell’industria e per l’economia locale. Però questa situazione sta sta facendo diventare alcune persone molto più creative. Penso che a lungo medio termine cio’ possa aiutare la popolazione ad apprezzare di più i business locali».

«Una cosa che sta cambiando è che gli chef hanno molto più tempo a disposizione. Massimo Bottura è un buon esempio: fa uno streaming live mentre prepara il cibo per la sua famiglia. O molti chef locali come Danny St Pierre, Ali, del ristorante La Selva, che sta postando su Facebook alcune delle sue ricette. Guardate gli chef, ci sono buone probabilità che stiano facendo qualcosa, questa è anche una maniera per mettersi in contatto, perché loro sono a casa come noi ed è un modo per rompere l’isolamento».