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16:46pm23 giugno 2020 | mise à jour le: 23 giugno 2020 à 16:46pmReading time: 4 minutes

Davide Spinelli, tra cibo e cinema

Davide Spinelli, tra cibo e cinema
Photo: Foto cortesiaDavide Spinelli in versione chef

L’Università Concordia, la cucina e la “settima arte”

Nato e cresciuto a Milano, Davide Spinelli è approdato nel settembre scorso a Montréal per una borsa di studio dell’Università Concordia, dopo un lungo periplo che lo ha portato in giro per il mondo.

Il suo è un percorso forse un po’ atipico alla ricerca della giusta coniugazione tra due grandi passioni: il cibo ed il cinema. Vediamo come e perché.

«Ho preso la mia laurea triennale – racconta Davide – in nuove tecnologie dell’arte all’Accademia di Brera ed ho intrapreso la magistrale all’Università IUAV di Venezia in una nuova disciplina, le Arti performative del cinema e del teatro, ovvero l’utilizzo delle nuove tecnologie per la divulgazione artistica, cinematografica e teatrale. Ed è grazie ad essa che sto facendo la borsa di studio. Mi definisco, però, uno studente atipico perché l’università l’ho iniziata tardi, a 24 anni. Prima ho girato il mondo. Sono stato a New York a fare il cameriere e il cuoco.

Ma sono tornato in Italia per prendermi due diplomi di cucina, perché dove, se non in Italia, – si chiede – si può imparare la vera cucina italiana? Quindi, gavetta a Milano come chef, e poi di nuovo in giro per il mondo tra Lisbona, Parigi, Tokyo, le navi da crociera, i grandi alberghi mentre continuavo il mio percorso universitario.

Nel frattempo è arrivata questa borsa di studio per la Concordia ed ho preso questa occasione al volo perché mi avevano sempre parlato bene di Montréal e del Québec».

 

La cena degli studenti di Concordia

«Il Canada – prosegue Davide che ha un figlio di 4 anni di nome Leonardo – mi è sembrato una bella opportunità da sfruttare. In più, qui ho incontrato una grandissima comunità italiana. Il primo contatto è stato grazie alla Console Generale che aveva invitato, a fine novembre, tutti gli studenti d’origine italiana della Concordia ad una cena di conoscenza reciproca.

Una delle creazioni gastronomiche di Davide

Grazie a questo evento ho potuto conoscere anche altri aspetti della comunità italiana tra cui Giovanna Giordano e il Comites e la Casa d’Italia con i quali ho iniziato a collaborare, soprattutto in questo periodo di emergenza Covid-19, per preparare dei pasti per i più bisognosi.

Così da settembre ho portato avanti sia il versante degli studi, che mi ha permesso di approfondire sempre di più il rapporto tra cinema e arti visive, che quello della cucina, lavorando come chef in alcuni ristoranti di Montréal».

 

Cosa farai da “grande?”

«Ho iniziato questo mio percorso 10 anni fa – risponde Davide – mettendo molta carne al fuoco, sapendo di metterla. Ma volevo arrivare ad un qualcosa di unico dove forse nessuno ancora si è specializzato. Guardavo i film di Sergio Leone e Charlie Chaplin a 7 anni con mio padre e facevo la pasta fatta a mano con mia madre e mia nonna a 5 anni. Cinema e cibo fanno parte del mio Dna, perché, allora, non unirle e far diventare la gastronomia ed il cibo, il soggetto e l’oggetto dei miei film? Sto pensando di fare un dottorato alla Concordia su questo tema. Di conseguenza – prosegue – vorrei creare a Montréal, dove il terreno mi sembra più fertile che in Italia, un piccolo cinema-ristorante dove “sfogare” questa mia passione e dove autoprodurre delle opere cinematografiche. Potremmo metterla così: il cibo finanzia l’arte!»

 

Ti senti un cervello in fuga?

«Per anni mi sono sentito tale. La verità – afferma – è che in Italia per un ragazzo che vuole fare un percorso diverso da quello classico, che vuole cercare se stesso in maniera personale e creativa, diventa tutto più difficile. Tutti i miei amici che hanno intrapreso le professioni “classiche”, medico ed avvocato, per esempio, sono rimasti, gli altri sono partiti. Io ho fatto un’università superinnovativa ma alla fine ti senti un po’ abbandonato a te stesso».

Un vecchio proverbio dice che “tutte le strade portano a Roma”. Nel caso di Davide, la strada lo ha portato a Montréal che, comunque, è tinta lo stesso di tricolore. Davide, infatti, ha iniziato anche a fare un tirocinio, per conto del suo corso di laurea, con la Casa d’Italia per la quale produrrà un video promozionale. «Forse – conclude lo chef-cineasta – ho puntato l’asticella troppo in alto ma in fondo, una vita senza sogni e passioni, che vita è?»

Per informazioni o per visionare i video di Davide Spinelli:

https://davidespinelli.myportfolio.com/video

davide.spinelli198@gmail.com