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16:51pm7 luglio 2020 | mise à jour le: 7 luglio 2020 à 16:51pmReading time: 4 minutes

Il mio eroe? Mio nonno Sante!

Il mio eroe? Mio nonno Sante!
Photo: Foto cortesiaDa sin.: la nonna Ida, Isabella con la sorella Sofia, e nonno Sante. Dietro il papà George, mamma Sheila e il fratello Andreas

Isabella Arkolakis e il Premio “2019 Heritage Essay Contest”

«La persona di cui scriverò oggi non è una persona famosa, non è ricca, e non si trova sui libri di storia, non c’è una statua in suo onore, tuttavia ha contribuito molto alla nostra comunità e alla nostra Provincia…. La persona di cui vi sto parlando è mio nonno Sante Fanzolato».

Sono le prime righe del testo con il quale Isabella Arkolakis, figlia di Sheila e George, lei d’origine molisana, lui d’origine greca, ha vinto il primo premio del concorso indetto dal “Réseau du patrimoine anglophone du Québec/Québec Anglophone Heritage Network” per gli allievi della 4⁰, 5⁰ e 6⁰ elementare della nostra Provincia. Il concorso, che si riferisce all’anno scolastico 2018-19 durante il quale Isabella ha frequentato la sesta elementare della Gardenview School, a Saint-Laurent, offriva agli studenti la possibilità di parlare, attraverso un breve testo scritto in inglese, di una persona o di un avvenimento storico o di una tradizione importante per la propria comunità e di spiegarne il perché.

Isabella, che oggi ha 13 anni ed ha frequentato la prima secondaria alla Vanguard School, ha scelto di parlare di un eroe tutto particolare, suo nonno Sante, nato nel 1942 a Poggiana di Riese, in provincia di Treviso, che per oltre 40 anni ha lavorato come saldatore partecipando alla costruzione delle grandi dighe del Québec, in particolare quella della James Bay.

Ha lavorato – scrive Isabella – alla James Bay per quasi 8 anni, oltre che in altri luoghi come il Brasile, il Belgio e l’Algeria; per la nostra Provincia ha sacrificato del tempo di qualità destinato alla famigliaquindi – prosegue il testo – anche se non è un politico o una persona con una posizione elevata, è qualcuno che, con il suo mestiere, ha contribuito a plasmare la nostra Provincia, che ha aiutato Hydro-Québec a diventare la più grande azienda della nostra Provincia, ma soprattutto che ha aiutato tutti i quebecchesi vicini e lontani ad ottenere l’elettricità a prezzi accessibili“.

Isabella con i premi per il concorso

«A casa – spiega Ida Marinaro, la moglie di Sante e la nonna materna di Isabella – si parlava spesso del lavoro di nonno in questi posti lontani, dei tanti sacrifici che faceva stando lontano dalla famiglia. Non era facile né per lui né per noi che sentivamo la sua mancanza. Non aveva orari, il suo non era certo un lavoro d’ufficio dalle 9 alle 5 ed a quell’epoca non c’erano nemmeno i telefonini, quante volte – esclama Ida – mi sono preoccupata! Quei racconti – aggiunge – sono rimasti ben scolpiti nella testa di Isabella».

 

La centrale idroelettrica

Ida, nata a Montelongo, in provincia di Campobasso, e Sante sono sposati da 52 anni ed hanno avuto tre figli: Farah, Sheila, la mamma di Isabella, e Mario.

«Visto che mio marito è d’origine greca ho suggerito ad Isabella – spiega la mamma Sheila – di parlare delle tradizioni greche. Ma durante il corso di storia Isabella aveva sentito parlare della James Bay e di quello che ha significato, in termini di progresso e di creazione di posti di lavoro, della costruzione dell’ “Aménagement Robert-Bourassa”, ovvero della diga e della centrale idroelettrica sotterranea più grande del mondo. Allora spiegai ad Isabella che suo nonno aveva lavorato proprio lì. Le raccontavo quello che aveva vissuto, delle sue assenze e della gioia di rivederlo quando tornava a casa. Lei ha voluto saperne di più. Ed è in questo modo che nonno Sante è diventato il suo eroe. Isabella è una bambina molto riservata. Quando ha saputo di aver vinto né lei, né noi volevamo crederci. Nonno Sante si è commosso. Mio padre è una persona molto quieta, era così emozionato, ha pianto di gioia. I nonni – conclude Sheila – sono una presenza importante per la nostra famiglia e con il loro patrimonio di conoscenze e di tradizioni sono un esempio da seguire per i nipoti».

Lo pensiamo anche noi. In un’epoca in cui spesso i giovanissimi rivolgono la loro attenzione verso dei “falsi” eroi, la storia di Sante non sarà una storia con la “S” maiuscola, non finirà, come dice Isabella, nei libri di storia ma merita pur sempre tutto il nostro rispetto e tutta la nostra attenzione.