Arte e spettacolo
14:37pm2 settembre 2020 | mise à jour le: 2 settembre 2020 à 14:37pmReading time: 4 minutes

Tutti i colori di Mimmo Scali

Tutti i colori di Mimmo Scali
Photo: Foto cortesiaMimmo Scali con alcuni dei suoi dipinti

Incontro con il talentuoso pittore italo-canadese

Francesca Sacerdoti – sacerdoti.francesca@gmail.com

 

Con il dovuto distanziamento sociale ed in una bella giornata di sole nel quartiere di Villeray, abbiamo avuto il piacere di incontrare il talentuoso pittore Mimmo (Domenico jr) Scali.

La sua produzione artistica spazia dai primi lavori ispirati alla pop art (Wharol, Liechtenstein) fino alle opere più contemporanee che giocano su temi e linee dell’astratto (forse tra Pollock e Cy Twambly).

 L’arte ed il rapporto con i colori

«Quando ho iniziato – spiega l’aretista – facevo essenzialmente pop art, Marilyn Monroe, Sofia Loren. Circa uno o due anni fa ho iniziato a dedicarmi di più all’astratto. Quindi pezzi più moderni, contemporanei ed è quello che principalmente faccio adesso. Ma chi sa cosa succederà tra cinque anni, siamo sempre in continua evoluzione».

A proposito della sua arte Mimmo afferma: «È strano perché quando ero bambino ho sempre voluto essere un attore, ma sono timido… e l’arte è sempre stata qualcosa che ho amato da subito. Ho iniziato quando avevo 10-12 anni a dipingere e disegnare ed ho scoperto proprio a quell’età che sono “cieco nei confronti dei colori” quindi che non posso vedere tutti i colori». Mimmo infatti soffre di un disturbo chiamato discromatopsia, un handicap che non ha assolutamente minato il suo rapporto con i colori e la sua arte. I suoi lavori infatti sono sia intensi che densi con cromatismi inusuali ed al contempo accattivanti: i colori sulla tela interagiscono tra di loro in una maniera mai scontata e si accoppiano donando all’occhio dell’osservatore nuove percezioni sullo sfondo di palettes inaspettate.

Questione di percezione

«È strano: le persone vedono i miei dipinti in maniera differente da come li vedo io, e forse è anche meglio così», sorride! Continua poi Mimmo: «Amo i colori; per me sono i sentimenti che ho provato quel giorno, quello che vedo se vado vicino all’oceano, e vedo questi bellissimi colori sul blu. Quando vedo due colori insieme, in contrasto, mentre cammino in un parco e vedo una donna con un vestito rosso e lo sfondo è il cielo grigio, mi dà veramente l’ispirazione.

Adoro usare i colori in questo senso. Probabilmente tu vedi in maniera differente dalla mia tutti i colori che uso».

Mimmo fa poi ancora riferimento alla discromatopsia: «Uso così tanti colori, differenti tra di loro, non so bene perché. Alcune volte metto assieme tutti questi colori e mi dico che non funziona, poi invece arriva un amico e mi dice che in realtà funzionano molto bene. È un po’ difficile ma le persone – ride – amano i miei lavori!»

 La famiglia

Continuando a parlare, viene alla luce anche il bel legame che lega Mimmo alla sua famiglia, i bei ricordi della sua infanzia e l’apprezzamento per il sostegno da parte della comunità. «Eravamo 4 bambini – racconta in merito alla sua famiglia – in una piccola duplex, era bello, era la famiglia. Le domeniche il pranzo con i nonni; è stata veramente una bella infanzia. San Domenico era la nostra chiesa ed andavamo lì per il catechismo, i campi estivi. Eravamo sempre insieme, la famiglia, gli amici, i cugini, siamo 22 nipoti e 19 pronipoti». L’amore per la creazione, anche se in maniera diversa e con diversa ‘visione’, scorre però in generale nelle vene della famiglia di Mimmo. Per esempio, con il papà Domenico, designer di sofà, che da solo, con perseveranza e dedizione, è riuscito a creare la sua azienda (Sofa Design Inc.) o con la cugina Tina Mancini (regista teatrale, cantante d’opera, sceneggiatrice, attrice).

La comunità

«Mio padre – prosegue l’artista – ha creato la sua azienda, qualcosa di incredibile. Immagina cosa volesse poter dire, in quel tempo, quando sei immigrato ed hai quattro bambini! Veramente tanto lavoro, gli sono veramente riconoscente».

Riguardo al suo rapporto con la comunità, Mimmo afferma: «Sono tutti veramente di supporto, come per esempio alla Casa d’Italia, dove ho fatto diverse mostre. Grazie a tutte le persone che mi hanno sostenuto, ad Agata (De Santis), alla Casa d’Italia e alla Settimana Italiana di Montréal. Grazie mille per esserci sempre e per sostenermi».

Per informazioni e per contattare Mimmo Scali:

http://www.iartmimmo.com – @mimmo_scali