Arte e spettacolo
15:51pm20 ottobre 2020 | mise à jour le: 20 ottobre 2020 à 15:51pmReading time: 4 minutes

Cantare l’amore all’italiana!

Cantare l’amore all’italiana!
Photo: foto cortesiaLa copertina di "Love Italian Style, Arrivederci Roma"

Un nuovo cd per il tenore Perry Canestrari

Intramontabili, “sempreverdi”, compagne fedeli delle nostre giornate o delle nostre serate speciali. Certe canzoni non tramontano e soprattutto non si dimenticano mai. È il caso di “Love Italian Style, Arrivederci Roma”, l’ultimo disco del tenore italo-montrealese Perry Canestrari lanciato negli Stati Uniti e presto disponibile anche in Canada.

«È un cd che ha avuto una genesi un po’ particolare che vale la pena raccontare. Diversi anni fa – spiega Perry Canestrari – siamo intorno al 1996, sono andato a fare degli spettacoli in un ristorante di proprietà di un signore calabrese a Massena, una cittadina dello stato di New York. Proprio a Massena c’è una grande studio di registrazione musicale di proprietà di un certo Thomas (Tommaso) Gramuglia, anche lui d’origine calabrese, nel business della musica da oltre 40 anni. Thomas cerca di “fiutare” l’aria e di capire quali sono le esigenze musicali del mercato. Una volte determinate tali esigenze si mette in moto alla ricerca di musicisti e cantanti per portare avanti il progetto fornendo anche lo studio musicale.

Io ho incontrato Tommaso 3-4 anni fa in occasione di un concerto che feci ad Anjou e lui, ascoltandomi, mi disse: “Perry, non sapevo che potevi cantare oltre al classico anche la musica popolare”.

Risposi che attraverso gli anni mi ero adattato a cantare nei vari stili musicali. E lui ha pensato che ero il cantante giusto per poter dare vita al suo progetto di produrre un album dal sapore “italo-americano” nel quale inserire canzoni dei grandi cantanti degli anni ’50, ’60 e ’70 come Frank Sinatra, Bobby Darin, (Walden Robert Cassotto), Tony Bennett (Anthony Dominick Benedetto), Dean Martin (Dino Crocetti), Jerry Vale (Gennaro Luigi Vitaliano) tutti d’origine italiana, tutti figli di immigrati, che americanizzarono il loro nome sia per aver più successo che per evitare problemi legati al razzismo.

Questi cantanti italo-americani – continua Perry – prendevano le canzoni popolari italiane, cambiavano le parole, le “inglesizzavano”, le rivestivano con nuovi ritmi e le immettevano nel mercato con grande successo.

Allora Thomas mi ha proposto una ventina di titoli di questo tipo, per arrivare poi ad una scrematura di 10-12 canzoni. Ha trovato un arrangiatore di grande esperienza e talento come John Forbes che ha scritto anche musiche da film, e ci siamo messi all’opera.

Ma anch’io volevo dire la mia perché è vero che sono tutte bellissime canzoni ma sono state fatte e strafatte tante volte. Sarebbe come mangiare sempre la stessa minestra; è buona ma dopo un po’ ti stufi! Così ho proposto qualche altra canzone più italiana e più “up to date” come, ad esempio “Perdere l’amore” cantata da Massimo Ranieri, “Il mondo” cantata da Jimmy Fontana e “Caruso” di Lucio Dalla.

Perry Canestrari

Alla fine – aggiunge Perry – l’album è il risultato di un buon compromesso tra le proposte di Thomas come le intramontabili “Malafemmina”, “Arrivederci Roma”, “Volare” e “O’ sole mio”, e le mie, ai quali abbiamo aggiunto due medley, uno di canzoni napoletane e l’altro di brani d’opera e classici, tutti arrangiati in modo originale da Forbes.

Il cd – afferma il cantante – doveva vedere la luce lo scorso Natale poi per una serie di circostanze e anche per gli impegni di Forbes è stato rinviato al periodo di San Valentino ma, a causa della pandemia, è slittato ancora fino al suo lancio americano avvenuto ad inizio ottobre. Il disco è distribuito in Usa e il produttore sta cercando un distributore anche in Canada. Per il momento è possibile ascoltare le canzoni di “Love Italian Style, Arrivederci Roma”, attraverso la mia pagina facebook:

https://www.facebook.com/perry.canestrari.3

oppure sulla piattaforma:

http://smarturl.it/LOVEITALIANSTYLEPC<@$p>

 

Le origini e gli studi

Perry Canestrari è nato a Montréal da genitori d’origine marchigiana. «Anche se – precisa – mio padre è nato a Roma. È stato proprio lui a trasmettermi la passione per la musica. Mio padre cantava. Io ho continuato una carriera musicale che lui non ha mai potuto fare. Ho studiato al Cégep Vanier, e poi musica all’Università McGill. Non mi ha mai attirato l’idea di fare carriera nel campo della lirica – spiega – ho voluto semplicemente imparare la tecnica del Bel Canto per poi applicarla anche alla musica popolare».

I miei preferiti? Senz’altro Puccini e Verdi, per quanto riguarda i classici, poi Elvis Presley, Tom Jones, Engelbert Humperdinck per la musica pop, sono cresciuto con loro. Aggiungerei anche il grande Luciano Pavarotti, indimenticabile!»