Arte e spettacolo
15:13pm16 marzo 2021 | mise à jour le: 16 marzo 2021 à 15:13pmReading time: 4 minutes

Il potere del Rock contro la pandemia

Il potere del Rock contro la pandemia
Photo: Foto cortesiaI componenti del Gruppo "The OutLiars" che hanno lavorato insieme ... ognuno da casa propria!

“The OutLiars” ed il loro primo singolo

di Francesca Sacerdoti  –   sacerdoti.francesca@gmail.com

Cinque musicisti, quattro italo-canadesi, un progetto a distanza, “The OutLiars”, che ha dato vita ad un primo ‘potente’ brano dal titolo Light Me Up (Enjoy The Ride) uscito il 16 febbraio scorso, a testimonianza che il potere della creatività non trova barriere, neanche quelle create dalla pandemia.

Con Danny Rossi abbiamo parlato di questa idea e di come sia nata tale collaborazione ‘virtuale’ tra cinque musicisti professionisti quali John Serino (chitarra e parte della band Brewchad), Danny Rossi (cantante e parte del gruppo ONE), Maxx Zinno (batteria e membro di Pulse Ultra e Rise Electric, Brandon Mignacca (organo e parte di Chair Warriors ma anche solo artist) e Jean –Étienne Sheehy al basso.

 

L’amore per il Rock

Cinque musicisti uniti dalla passione per il rock ma con background differenti come spiega Danny: «Tutti noi proveniamo da differenti tipi e stili di musica rock. Siamo molto diversi gli uni dagli altri. Il progetto è stato messo insieme da John (Giovanni) Serino, il chitarrista. Si occupa o occupava anche di video filming. Ha sempre avuto gruppi, blues bands, ha sempre suonato la chitarra, cantato. Io invece sono stato il cantante di una band heavy-rock; Max Zinno, il batterista, è più addentro alla musica metal ed heavy; Brandon, invece, proviene da uno stile più pop rock; tastierista, ha partecipato a La Voix ed ha vinto un premio come cantautore assegnato dalla Socan. Di Jean-Étienne, il bassista, non conosco bene il suo background perché non lo conosco personalmente, ma le linee di basso sono forse la prima cosa di cui mi sono innamorato. Io stesso sono stato in una band, ho realizzato 4 album, ho fatto tour attraverso gli Stati Uniti per circa 10-12 anni non-stop. Dunque abbiamo veramente molta esperienza».

«Tutto è cominciato con John che ha registrato le sue parti di chitarra e le ha mandate a Maxx. A Maxx – spiega Danny – sono piaciute molto, ha effettuato alcuni tagli e cambiato un po’ la struttura. Erano entrambi molto soddisfatti e l’hanno inviata a Jean–Étienne per aggiungere il basso, e lui ha aggiunto questa base pazzesca. Volevano poi qualcuno che cantasse e l’hanno inviata a Brandon. Non è propriamente il suo stile ma lui aveva percepito questo vibe old school rock ed ha chiesto se poteva aggiungere dell’organo. Così alla fine John mi ha contattato. Appena sentito la canzone l’ho amata! Ne ho amato il vibe, il groove, è molto interessante ed ha rappresentato una nuova sfida. In 2-3 ore ha iniziato a prendere vita. Ho messo insieme l’intero chorus, e pochi giorni dopo tutti i versi». Dunque, il rock come influenza principale, soprattutto quello degli anni 70’, 80’ 90’ in tutte le sue sfumature.

 

Un’esperienza differente  

«È stato veramente interessante collaborare a questa canzone, scrivere nella maniera in cui lo abbiamo fatto, inviandoci materiale su e giù e condividendo le nostre idee. È stato fantastico anche perché … non abbiamo avuto scelta!

Stiamo iniziando a mettere insieme alcune idee per altre canzoni. Ma c’è come una specie di vuoto perché non possiamo trovarci insieme per scrivere musica in quel modo. C’è qualcosa di magico quando hai delle persone insieme in una stanza. Non è qualcosa che comprendiamo. Ma c’è qualcosa di magico che avviene anche quando invii una canzone ai tuoi amici e chiedi loro di lavorarci su. Dunque, entrambi i metodi hanno i loro vantaggi, eppure come musicista e live performer, mi manca di ritrovarmi in una stanza con della gente».

 

Un gioco di parole

The OutLiars è anche un nome che gioca con la situazione e le circostanze della loro collaborazione come  spiega Danny: «Stavamo scherzando tra di noi, avevamo la canzone e ci piaceva. Ed ho detto: “Dobbiamo trovare un nome. Vogliamo trovare qualcosa di buffo? Vogliamo chiamarlo Prosciutto e melone?” Dunque, John ha pensato di usare l’idea che avevamo alla base del progetto ovvero che ci trovavamo a distanza ed ha scelto il termine outlying affermando: “Perché non giochiamo un po’ con la parola? Outline, outliers”, ed io ho pensato ad “Outliars” ma con una L maiuscola. E così è stato. Molto semplicemente abbiamo usato il termine adoperato per descrivere che non eravamo insieme».

In attesa di nuovi interessanti lavori sulla scia del primo, Danny ci lascia con una speranza per il futuro: «Forse avremo molta più musica dal vivo e lo spero, perché è magnifica! Forse assisteremo ad un miglioramento della qualità della musica dal vivo e quello che mi piacerebbe vedere di più è vedere sempre più gente scrivere la propria musica».

Per seguire “The OutLiars”

https://youtu.be/LpH2MFXd0zk

http://facebook.com/OutLiarsBand  https://www.instagram.com/outliarsband/