Arte e spettacolo
18:42pm31 ottobre 2017 | mise à jour le: 31 ottobre 2017 à 18:42pmReading time: 6 minutes

Dal dietro le quinte alle luci della ribalta

Il ritorno di Steve Galluccio al teatro e al cinema

Steve Galluccio, nato a Montréal da genitori italiani, ama sottolineare le nevrosi della comunità italiana nelle sue opere teatrali, ma rimane un grande amante del quartiere della Piccola Italia, di cui parla con tenerezza e passione

QuentinParisis/TCMédia

Lo sceneggiattore ed autore Steve Galluccio è tornato al teatro con Les Secrets de La Petite Italie , una pièce nell’atmosfera del tempo in cui si discute, come spesso nei suoi scritti, dei rapporti mantenuti dall’individuo, in tutta la sua complessità, con la famiglia e il mondo intorno a lui.

Steve Galluccio è l’immagine delle sue opere: tormentato ma simpatico, fa riflettere ma non senza umorismo, aperto agli altri, ma in una costante ricerca di introspezione. Parlare di cinema o teatro con lui apre sia a una discussione artistica quanto personale, tanto entrambi si mescolano nella sua vita e nel suo lavoro.

Lo scrittore e autore, di 57 anni, nato a Montréal da genitori italiani che sono venuti a stabilirsi in Québec dopo la seconda guerra mondiale, trae la sua ispirazione dai ricordi, dalle immagini che gli restano dei suoi genitori, dagli incontri che fa nelle Comunità italiane ed omosessuali, dalle nevrosi personali e culturali, dove la tradizione si intreccia con la modernità.

Il cinema gli ha aperto le porte molto tempo fa, ma, anche se non nasconde il suo interesse per la settima arte, l’esperienza che il Teatro gli offre lo affascina di più. Vedere il suo testo, spesso molto intimo, interpretato da altri, in un rapporto così diretto con il pubblico, è un’esperienza “travolgente”. Questo rende il teatro un’arte un po’ diversa ai suoi occhi.

“Ciò che è affascinante nel teatro è che la stessa pièce, recitata ogni notte per tre, quattro, cinque settimane, non sarà mai la stessa, perché il pubblico è diverso. Il pubblico cambia l’energia della pièce ogni sera”, spiega.

In un’industria cinematografica molto condizionata, dove lo sceneggiatore è chiamato molto spesso a trasformare il suo testo ed è solo un ingranaggio al servizio di un’importante produttore, la libertà offerta dal teatro si distingue in molti modi e sempre con un certo conforto. “Quando inizio la stesura di una pièce, so come comincia, so come finisce, ma non sempre so come si svolgerà nel suo percorso”. A volte scopro alcuni aspetti dei personaggi o creo personaggi durante la stesura. È tutto molto fluido e amo questa libertà”, rivela.

 

Di nuovo in teatro, dove il successo è cominciato

 

Il teatro, è particolarmente rilevante in Steve Galluccio. L’autore vedrà la sua creazione Les Secrets de La Petite Italie essere rappresentata per la prima volta sul palcoscenico del ‘Théâtre Jean-Duceppe’, a Montreal, dal 25 ottobre.

Fedele ai suoi temi ‘fetish’ – i segreti di famiglia, lo studio della personalità, l’accettazione delle differenze – Steve Galluccio racconta la storia della scoperta di un transgender all’interno di una famiglia italiana. Diciassette anni dopo Mambo italiano, dove ha evocato il tema dell’omosessualità “che si è evoluta molto e che è meglio accettata nella Comunità”, sembrava interessante seguire l’evoluzione delle mentalità in merito a questa nuova situazione, in una società in cui “siamo con le persone transgender dove eravamo venti o trent’anni fa con i gay. C’è un ‘coming-out’ in corso”, osserva su questo argomento, che ha agitato la campagna presidenziale americana e che ha conosciuto un rinnovato interesse con l’emergere di personalità come Caitlyn Jenner.

Les Secrets de La Petite Italie  segna anche un ritorno al Théâtre Jean Duceppe, dove ha incontrato il suo primo grande successo nel 2000 con Mambo italiano, e tre anni dopo aver presentato Les Chroniques de Saint-Léonard.

Questo nuovo testo, che è stato richiesto dal direttore artistico storico del ‘Théâtre Michel Dumont’, segnerà anche la fine di questo rapporto molto stretto. L’annuncio della partenza del signor Dumont, 76 anni, è stato fatto lo scorso febbraio, e Steve Galluccio, se tornerà a lavorare con questo teatro, sarà portato a collaborare con il duo formato da David Laurin e Jean-Simon Traversy. Non c’è di che preoccupare l’autore sul futuro dell’istituzione, che vede in questa doppia nomina “una scelta interessante” per un teatro “che ha una certa reputazione e una buona base di iscritti”.

 

Sempre pieno di progetti

Relativemente discreto circa il contenuto del suo prossimo lavoro, tuttavia, Steve Galluccio riconosce di avere “due progetti cinematografici”, tra cui una collaborazione che gli interessa e un contatto più forte con i produttori di Hollywood del suo ultimo film.

Tuttavia, il teatro rimane ancora molto nella mente dell’autore, che spera di “scrivere un pezzo i cui personaggi principali saranno davvero i membri della (sua) famiglia, (sua) madre, (suo) padre, (sua) zia, (suo) zio…”. In questo progetto, eminentemente personale, vuole “comprendere meglio il rapporto estremamente complesso” che egli manteneva con loro. Questo potrebbe, tuttavia, “essere fatto in seguito”, perché “non è ancora molto sicuro di essere in grado di scriverlo adesso”.

I buoni testi sono come buoni vini, a volte hanno bisogno di un più lungo tempo di maturazione. Steve Galluccio è uno dei ‘Grands Crus’.

 

Fino ad Hollywood

Steve Galluccio, oltre ai suoi impegni teatrali, ed i suoi molti testi, ha fatto i suoi primi passi a Hollywood. Ha infatti firmato con Vinay Virmani la sceneggiatura della commedia romantica Little Italy, la cui uscita è prevista nel 2018, diretto da Donald Petrie e con Emma Roberts e Hayden Christensen.

“Questa è la prima volta che faccio un film con un budget così importante e con stelle di Hollywood”, dice prima di aggiungere, soddisfatto: “Sono fortunato perché sono venuti a prendermi a Montréal e mi hanno chiesto di scrivere il film. Ero davvero felice.”

Per questa grande prima hollywoodiana, Steve Galluccio non ha cambiato ambiente, dal momento che le riprese hanno avuto luogo… a Toronto! Si è trasferito due giorni sul set dopo essere stato invitato, ma il suo lavoro era già finito con la chiusura della sceneggiatura. È stata quindi una buona occasione di osservare senza essere sottoposto ad alcuna pressione.

Testo di Quentin Parisis

Traduzione di Gian G.Pollifrone

 

Les Secrets de La Petite Italie

Scritto da Steve Galluccio, regia di Monique Duceppe.
Con David Chiazzese, Francois-Xavier Dufour, Michel Dumont, Roger la Rue, Daniel Lorain, Marie Michaud, Pascale Montreuil.
Dal 25 ottobre al 2 dicembre 2017 al ‘Théâtre Jean Duceppe’ di Montréal.