Arte e spettacolo
14:09pm5 aprile 2022 | mise à jour le: 5 aprile 2022 à 14:10pmReading time: 5 minutes

Alla scoperta dell’avanguardia musicale italiana

Alla scoperta dell’avanguardia musicale italiana
Photo: Foto cortesiaFilippo Perocco (il secondo da sinistra) e i musicisti dell’Ensemble L’Arsenale: Livia Rado (soprano); Danilo Perticaro (sassofono); Lorenzo Tomio (chitarra elettrica); Igor Zobin (fisarmonica); Roberto Durante (piano e sintetizzatore)

“Résonance Croisée”: Filippo Perocco e l’Ensemble L’Arsenale in concerto a Montréal

Compositore, direttore d’orchestra, organista, cofondatore del gruppo L’Arsenale di Treviso, Filippo Perocco è da una ventina d’anni una figura di spicco nel panorama della musica contemporanea italiana.

Sarà a Montréal nel quadro di “Résonance croisée”, un grande appuntamento internazionale, coprodotto da “Le Vivier” e da un “pool” di Istituti culturali dei paesi dell’UE presenti a Montréal, in programma dall’11 al 16 aprile, dedicato alla nuova musica, che vivrà uno stimolante incontro-confronto tra musicisti europei e quebecchesi.

«Quella della composizione – afferma Filippo Perocco, originario di Treviso – è ormai da diversi anni la mia attività principale. Quella della direzione è complementare e parallela alla compositiva. La mia attività di direttore si svolge in gran parte insieme all’Ensemble L’Arsenale, che ho cofondato nel 2005 e con il quale sarò a Montréal per tenere due concerti.

Si tratta di un gruppo che inizialmente aveva un organico flessibile poi si è stabilito a 5 musicisti: canto, sax, chitarra elettrica, fisarmonica e piano, un organico molto particolare che ci permette di costruire un repertorio attraverso le commissioni e le collaborazioni con vari compositori contemporanei».

Se volessimo dare una definizione della musica contemporanea, cosa potremmo dire?

«Spesso – risponde Filippo Perocco – anche noi musicisti non sappiamo bene come definirla. Il grande compositore Luciano Berio diceva una frase che cito spesso perché secondo me chiarisce molte cose: “La musica è sempre contemporanea nel momento in cui la si fa e la si ascolta”. Cosa vuol dire? Che all’epoca di Beethoven o Mozart, si eseguiva la musica del loro tempo, era una musica contemporanea. Oggi, forse, si ha un orecchio rivolto più verso il passato che verso la contemporaneità. Spesso dico che la musica è contemporanea nel momento in cui la interpreti e nel momento in cui cerchi di metterne in luce i lati sperimentali.

Filippo Perocco

Se la musica dei compositori, anche quelli del passato, è giunta fino ad oggi, vuole dire – spiega Filippo Perocco – che ha ancora una componente di sperimentazione, che la sua partitura è ancora vibrante e vitale. È così che una musica può resistere, se ha qualcosa da dire e continua a dirlo nell’arco dei secoli.

Il panorama musicale contemporaneo – aggiunge – è molto vasto ed è anche difficile inquadrarlo, ci sono tante scuole diverse. Ma una cosa che fa l’Arsenale, proprio per il tipo di organico che ha a disposizione, è quella di confrontarsi anche con il panorama pop contemporaneo. Ciò non vuol dire fare musica pop, vuole dire utilizzare gli strumenti, come, ad esempio, la chitarra elettrica o i sintetizzatori, che solitamente utilizzano i gruppi rock, indagandone gli effetti, controllandone però la scrittura e l’esecuzione in modo dettagliato.

La musica contemporanea, proprio perché è nuova, ha bisogno di espandersi nello spazio ed è molto importante ascoltarla dal vivo. Un brano di Beethoven ascoltato alla radio – continua nella sua spiegazione – è in qualche modo un brano il cui linguaggio ci appartiene già, mentre ascoltare non dal vivo un brano di musica nuova può essere falsante perché si perdono molti dettagli, si perde l’aspetto visivo, ovvero vedere cosa fanno gli interpreti per ottenere un certo tipo di suono.

Nella musica contemporanea si utilizzano gli strumenti in maniera molto estesa, si esplorano nuove tecniche, i compositori cercano di superare certi limiti e questo porta anche ad un’evoluzione degli strumenti. Basti pensare al passaggio dalle trombe naturali alle trombe moderne che hanno i pistoni e le valvole per ottenere dei fraseggi musicali con maggiore agilità».

 

In questa ottica cosa presenterete a Montréal?

«Il primo concerto, l’11 aprile alle ore 19:30, al “Monument National” (1182 Boul. Saint Laurent, Montréal), sarà una mia composizione, eseguita da L’Arsenale, sulle immagini del film muto “Nosferatu, il vampiro” di cui ricorre il 100mo anniversario. Sarà un brano interpretato in diretta dall’Arsenale al servizio delle immagini, con qualche citazione della musica popolare rumena.

Il concerto del 14 aprile, alle ore 19:30, all’Espace Orange/Édifice Wilder (1435 Rue de Bleury, Montréal), sempre con L’Arsenale, sarà dedicato alla musica di autori contemporanei soprattutto italiani e sarà condiviso con il gruppo quebecchese Nouvel Ensemble Moderne e sarà l’occasione giusta per capire meglio il discorso relativo alla fruizione della musica contemporanea».

 

Cosa si aspetta da questo appuntamento?

«Anni fa siamo andati negli Stati Uniti ma non siamo mai stati in Canada. Sarà un avvenimento sicuramente stimolante. Sarà interessante vedere la reazione del pubblico alle composizioni di autori italiani che abbiamo commissionato. In qualche modo diventiamo “ambasciatori” di questa musica.

In ogni caso – conclude Filippo Perocco – sarà interessante confrontarci con gli organizzatori di “Résonance Croisée”, con la realtà locale, con gli altri musicisti, compositori, e condividere le idee. Queste manifestazioni sono sempre una salutare boccata d’ossigeno».

Per tutte le informazioni e i biglietti: https://levivier.ca/fr/concert/saison-2021-22/resonance-croisee-volet-2-11-16-avril

 

 

 

 

 

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