Arte e spettacolo
16:28pm13 settembre 2022 | mise à jour le: 13 settembre 2022 à 16:29pmReading time: 4 minutes

Alla (ri)scoperta di Pier Paolo Pasolini

Alla (ri)scoperta di Pier Paolo Pasolini
Photo: Foto Fabrizio IntravaiaMichele Spanghero e i provini delle foto di Pasolini

Un colloquio universitario, un ciclo di film e una mostra a 100 anni dalla sua nascita

L’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, in collaborazione con alcuni organismi culturali e università montrealesi, dedica, una serie di eventi a Pier Paolo Pasolini, in occasione del centenario della sua nascita (Bologna, 5 marzo 1922 – Roma, 2 novembre 1975).

Poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, linguista, traduttore, saggista, Pasolini è considerato tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento. Attento osservatore della società italiana, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi assai critici nei confronti della società dell’epoca.

Dal 28 al 30 settembre a Montréal, e il 1° ottobre ad Ottawa, si terrà un colloquio universitario internazionale organizzato in collaborazione con le Università Concordia, UQAM e Saint-Paul di Ottawa, dal titolo: “PPP/RRR: Pier Paolo Pasolini / Riprese Reprises Retakes”, incentrato sull’eredità contemporanea dell’autore italiano e sull’attualità del suo pensiero e della sua opera (Info: https://labdoc.uqam.ca/ppp-rrr-montreal-2022/ ).

Il colloquio internazionale sarà accompagnato da “Dialogues avec Pasolini”, un ciclo di film presso la Cinémathèque Québécoise, che propone un dialogo tra alcuni dei suoi maggiori film e quelli di registi contemporanei, alla presenza di alcuni di essi, ricercatori e ospiti d’eccezione. Per il programma e gli orari:

https://www.cinematheque.qc.ca/fr/cycles/dialogues-avec-pasolini/

Inoltre, sabato 17 settembre, alle ore 18, il “Cinéma Public”, con il supporto dell’IIC di Montréal, presenta alla Casa d’Italia una versione restaurata del film, “Mamma Roma”  del 1962, con Anna Magnani, nell’ambito della serie Voyages en Italie. (Info e biglietti: https://cinemapublic.ca/films/mamma-roma/).

A completare la serie di eventi la Cinémathèque Québécoise ha organizzato anche una mostra-installazione (fino al 23 ottobre) dal titolo, “Apri gli occhi! / Pasolini ad alta voce”, in cui l’artista Michele Spanghero si confronta con le lunghe conversazioni tra il giornalista, regista e critico cinematografico Gideon Bachmann e Pasolini (molte decine di ore di conversazione conservate da Cinemazero, a Pordenone), estrapolando da questa mole di nastri che ha meticolosamente ascoltato una singola frase giudicata particolarmente significativa e rappresentativa della sua opera. La mostra è stata curata da Riccardo Costantini.

 

Fotografie e megafono

«Pasolini venne a Montréal nel 1966 insieme a Ninetto Davoli per presentare il film “Uccellacci e uccellini” con il quale – spiega Michele Spanghero – ebbe un buon successo e ritornò “post-mortem” nel 1983 quando fu presentato il suo film “Salò o le 120 giornata di Sodoma che in realtà fu aspramente criticato al punto che la proiezione fu poi annullata. Per questa mostra, dunque, abbiamo pensato di mettere su una parete le scansioni dei provini di alcune fotografie scattate proprio nel 1966 a Montréal, mentre nella parete di fronte abbiamo messo una selezione di foto scattate da Gideon Bachmann nel 1974 nella casa di campagna di Pasolini.

Michele Spanghero e il suo megafono

Del 1974 è anche il file-audio contenuto all’interno di una replica in cemento di un megafono, oggetto simbolico per un regista, posto tra le due pareti di foto. Poggiando l’orecchio sul megafono si può ascoltare un frammento sonoro relativo alle riprese di una scena del film “Salò” durante il quale Pasolini, rivolgendosi all’attore mentre si girava una scena di tortura gli diceva: “Urla e guarda nella camera, apri gli occhi, apri di più gli occhi!”.

Ho pensato – prosegue l’artista – che questo breve estratto sonoro, scovato nella mole di registrazioni trovate negli archivi di Cinemazero di Pordenone, fosse molto simbolico per vari motivi: perché all’interno di un oggetto, il megafono, che richiama il lavoro di un regista si sente il regista stesso che fa il suo lavoro, ma anche perché l’affermazione “Apri gli occhi” riassuma un po’ il senso del lavoro e della vita di Pasolini che ha sempre cercato di dirci: “Aprite gli occhi, guardate in faccia la realtà”, anche quando questa realtà è cruenta, così come mostrato, senza mezzi termini, nel film Salò.

Insieme al curatore Riccardo Costantini abbiamo dunque voluto riportare, in modo artistico, Pasolini e il suo film “Salò” proprio qui alla Cinématheque, un luogo in cui fu contestato. A completare l’installazione – conclude Michele Spanghero – c’è anche un mio disegno di Pasolini, elaborato a partire da una fotografia scattata durante le riprese di un altro suo film in cui si vede il regista che in una mano ha un megafono mentre con l’altro braccio indica verso l’alto, anche qui a voler dire: “Guardate e aprite gli occhi”, che riassume bene ancora una volta il senso del suo lavoro e del suo percorso di vita».

Il disegno elaborato da Michele Spanghero che ritrae Pier Paolo Pasolini

 

 

 

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