Arte e spettacolo

Giovanni Princigalli tra vecchia e nuova emigrazione

Una collaborazione con il "Centre d’histoire de Montréal"

Giovanni Princigalli sul set del suo ultimo cortometraggio intitolato “La Fiancée” che uscirà nel corso del 2018

Foto cortesia

Regista e documentarista d’origine barese, Giovanni Princigalli ha inziato recentemente una collaborazione con il “Centre d’histoire de Montréal” per il quale ha scritto due articoli sull’immigrazione italiana.

Si tratta del ritratto della signora Emilia De Minico, oggi 85enne, arrivata a Montréal nel 1960 e di Francesco Di Feo, scampato alla tragedia della miniera di Marcinelle in Belgio e approdato poi a Montréal dove si è occupato di lotta sindacale, entrambi sono originari della provincia di Avellino.
I due articoli sono stati pubblicati sul sito del “Centre d’histoire”, nella sezione intitolata “Mémoires des Montréales/Mémoires d’immigrations” (https://ville.montreal.qc.ca/memoiresdesmontrealais/vue-recherche-chm/categorie/1), dedicata, attraverso piccole e grandi storie, al percorso della varie comunità culturali che da sempre arricchiscono l’identità montrealese.
«Il Centre mi conosceva già – spiega Giovanni – per la mia attività di documentarista e ricercatore sulla comunità italiana. Hanno acquistato una copia del mio documentario            “Ho fatto il mio coraggio”, che è possibile visionare sempre sul loro sito, e poi hanno deciso di affidarmi il compito di scrivere dei profili di persone della nostra comunità arrivate qui negli anni ’50 e ’60, una generazione che, per ovvi limiti di età, sta scomparendo. Altri profili saranno pubblicati nei prossimi mesi.
In attesa di leggere altre storie, Giovanni Princigalli è alle prese con la preparazione di un documentario, dal titolo “La nuova ondata”, dedicato alla nuova emigrazione italiana, quella delle persone tra i 30 e i 40 anni, ricercatori, scenziati, “cervelli in fuga”, musicisti, ristoratori.
Tra i soggetti del documentario troviamo, ad esempio, la storia dei Carboni, che hanno aperto da un paio di anni una pizzeria al taglio sull’avenue du Parc; la storia di una coppia di omosessuali e quella di una coppia di italo-palestinesi.

“La nuova ondata”, questo il titolo del documentario, è finanziato dall’Istituto Italiano di Cultura, in partenariato con l’Università McGill e il professor Eugenio Bolongaro, e con la Scuola dei Media dell’UQAM e il professor Paul Tana. Anche un altro regista, Roberto Zorfini, – aggiunge Princigalli – sta lavorando allo stesso soggetto. I nostri documentari fanno parte di un progetto comune chiamato “Caffè Italia”, proprio in onore del film di Paul Tana del 1984. Il documentario – dovrebbe essere ultimato nell’autunno di quest’anno».