Arte e spettacolo

Uno sguardo su Gerusalemme universale

Uno sguardo su Gerusalemme universale
Photo: Foto per gentile conccessione del Museo M. B.Una delle foto di Andrea Paolella relativa alla religiosità italiana a Montréal

Presentata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, ha riaperto il 6 marzo, dopo la pausa invernale, la mostra fotografica “Jérusalem universelle – Gerusalemme universale”, che mette in luce l’importanza storico-culturale e il carattere universale della Città di Gerusalemme.

Esposte per la prima volta in America del Nord, le fotografie, circa una trentina, provengono dalla collezione dell’Archivio Provinciale Aracoeli-Storico della Provincia di San Bonaventura dei Frati Minori di Roma e raffigurano l’opera dei francescani a Gerusalemme e dintorni, tra fine ‘800 e inizio ‘900.
Alla realizzazione della mostra hanno collaborato diverse altre istituzioni e specialisti della materia, tra cui il professor Alessio Marziali Peretti che ne è diventato il curatore.
«A proporre di occuparmi di questa esposizione – spiega Marziali Peretti, al terzo anno di Dottorato in Letteratura di lingua francese all’Université de Montréal, specialista di manoscritti medioevali – è stato il direttore dell’IIC di Montréal Francesco D’Arelli che ho conosciuto lo scorso anno in occasione di un convegno dedicato al Mediterraneo come punto di incontro, nel periodo medioevale, di civiltà e letterature diverse.

L’idea era quella di presentare, per la prima volta fuori dall’Italia, questo patrimonio fotografico costituito da tre album fotografici, prodotti alla fine dell’800, che raffigurano altrettanti luoghi della Terrasanta, Galilea, Giudea ed Egitto, custoditi, fin dall’epoca medioevale, dai frati francescani, e di inquadrarlo da un punto di vista storico, culturale e spirituale.
Le fotografie – continua il curatore della mostra – furono commissionate dai francescani ad un fotografo di nome Luigi Fiorillo. La funzione di questi album fotografici era da una parte quella di fornire delle immagini ai fedeli che non potevano recarsi in quei luoghi, dall’altra di testimoniare l’opera dei frati francescani in quelle zone, che non si limitava, e tuttora non si limita, ad una custodia di carattere spirituale o religiosa ma è anche di tipo culturale, sociale, con l’assistenza ai poveri, educativa, con oltre 54 scuole e 4-5000 studenti, e sanitaria, con la cura dei malati e un’importante farmacia.

Queste foto, fatte con la tecnica particolare dell’albumina che ne garantisce una luce diversa e una conservazione migliore, riproducono dei momenti della vita dei francescani a contatto con le varie popolazione locali, con le loro differenti culture e religiosità e mostrano uno “squarcio” inedito di Gerusalemme e della Terrasanta.

Il mio intervento in quanto curatore della mostra è stato, al di là della collaborazione con il Museo per la scelta delle opere da esporre, di ricercare e ricostruire, per ogni foto, il soggetto rappresentato che spesso oggi non esiste più e che ha subito con il tempo delle modifiche o ha cambiato nome. Lavoro quanto mai complesso perché quelle zone sono tuttora un crocevia di religiosità diverse in un quadro di convivenza a volte problematica. Sono luoghi condivisi da più confessioni, da più interessi, da più comunità come quella ebraica, quella islamica, quella cristiana nelle sue varie declinazioni: francescani, copti, ortodossi.
Una convivenza che continua, con tanti problemi ma anche con risultati positivi e una testimonianza, quella delle foto, quanto mai rara ed estremamente utile per capire meglio questi luoghi affascinanti pieni di storia e di spiritualità».

La religiosità italiana a Montréal

Parallelamente alla mostra su Gerusalemme il Museo presenta anche un’esposizione di fotografie, circa una ventina, realizzate da Andrea Paolella, chimico e ricercatore, che offrono uno sguardo intimista sulla spiritualità della comunità italiana a Montréal. «Le foto – aggiunge il professor Marziali Peretti – ritraggono alcuni momenti della religiosità degli italiani, liturgie, processioni, canti, incontri, colti nelle chiese frequentate dalla comunità italiana di Montréal. L’autore delle foto spera che questo prezioso patrimonio della nostra comunità non vada perduto: «Le chiese rappresentano dei luoghi di ritrovo, di incontro e di scambio; costruite dalle generazioni passate sono diventate un punto di riferimento per riunirsi e mantenere i legami con l’Italia».

INFO-MUSEO

Alessio Marziali Peretti è originario di Montefortino (in provincia di Fermo), ed è a Montréal da tre anni
Musée Marguerite-Bourgeoys/ Chapelle Notre-Dame-de-Bon-Secours
400, rue Saint-Paul Est; Vieux-Montréal
Tel. : 514-282-8670;
http://www.marguerite-bourgeoys.com