Arte e spettacolo

La Sicilia, l’emigrazione, la famiglia ed i limoni!

La Sicilia, l’emigrazione, la famiglia ed i limoni!
Photo: Foto Giulia Emanuela StortiCharly Chiarelli (a destra) e il regista Dale Hildebrand con il premio vinto lo scorso anno all’ICFF

Vincitore di ben quattro premi cinematografici, tanto in Canada che in Italia, il 30 agosto uscirà, anche a Montréal (Cinéplex Forum) e Laval (Cinéplex) il divertente film “Road to the lemon grove”, diretto da Dale Hildebrand e interpretato da Rossella Brescia, Charly Chiarelli, Burt Young, Nick Mancuso, Loreena McKennitt.

Il film racconta una storia insolita, quella di un padre defunto, Antonio, che volendo guadagnarsi “la strada per il paradiso” chiede al figlio Calogero che le sue ceneri siano sepolte in un limoneto in Sicilia, la sua terra natale. Ma la richiesta scatenerà una vivace lotta in famiglia. Sullo sfondo: l’emigrazione, l’America, l’Italia lontana ma sempre vicina, l’identità linguistica e culturale che rischia di perdersi, l’amore, i sentimenti, i limoni, la Madonna, un cocktail perfetto per ridere ma anche per riflettere sulle nostre radici.

Ne abbiamo parlato con il pirotecnico attore, scrittore, musicista Charlie Chiarelli, 70 anni, protagonista assoluto del film (ne ha coscritto la storia con il regista ed interpreta ben tre ruoli principali più uno secondario), nato a Racalmuto (Agrigento) ed emigrato ad Hamilton (Ontario), dove risiede, nel 1949, a soli 6 mesi.

«Bisogna capire – afferma Calogero “Charly” Charelli – che nella zona di Hamilton dove sono cresciuto vivevano 10.000 racalmutesi. Oggi ce ne sono circa 38.000 mentre a Racalmuto, attualmente, sono meno di 10.000. Sono cresciuto, quindi, in una “Piccola Racalmuto”. Le nostre radici, il nostro dialetto sono stati sempre presenti al punto tale che oggi come oggi si parla più racalmutese ad Hamilton che a Racalmuto stessa».

Il poster del film

Charly si è laureato (Toronto) e specializzato (Ottawa e Guelph) in Psicologia ed ha lavorato per diversi anni in questo campo portando avanti allo stesso tempo una brillante carriera di artista di teatro (tra i suoi spettacoli, rappresentati anche a Montréal, ci sono “Cu’Fu” e “Mangiacake”) e di musicista-armonicista. «Circa 14 anni fa – afferma – ho smesso di lavorare nel campo della psicologia per dedicarmi a tempo pieno alla carriera di artista. Questo, però è il mio primo film».

Come è nata l’idea di fare il film e cosa racconta?

«È stata un’intuizione del regista e produttore Hildebrand. All’inizio non pensavo che volesse fare sul serio, poi mi ha detto: “Tu la conosci bene la Sicilia, andiamo a fare un sopralluogo, a cercare dei posti dove poter girare il film”. Così mi ha coinvolto, abbiamo iniziato a scrivere, a creare i due personaggi principali, Antonio, un papà di vecchio stampo, e il figlio Calogero professore di linguistica che, in quanto tale, ci avrebbe permesso di fare molti giochi di parole tra l’inglese l’italiano e il siciliano! È un film pieno d’amore e di – ride Charly – litigate! L’amore di un padre per il proprio figlio, l’amore per la propria terra, l’amore per una donna, Maria Miosogno (l’attrice e ballerina italiana Rossella Brescia). Ma c’è anche la “guerra” tra i due rami della famiglia, quello che vive in Canada e quello che vive in Sicilia. Antonio appare spesso come una specie di spiritello dispettoso al figlio. Gli appare in classe mentre insegna, al punto che gli studenti lo considerano quasi un pazzo, e gli chiede insistentemente di essere cremato in Sicilia, nel giardino di limoni. Figuriamoci la reazione di Calogero che non crede nemmeno che in Sicilia, dove tra l’altro non c’è mai stato, ci sia il famoso limoneto. Al contrario c’è, e proprio lì si trova anche una statua della Madonna che fa perfino i miracoli. Ma un lato della famiglia non “gradisce” la cremazione, preferirebbe, per Antonio, una sepoltura più “tradizionale”.

La famiglia, in sostanza, è al centro della storia, ma i due rami, quello canadese e quello siciliano, si conoscono poco e per questo litigano. Il film è anche una magnifica occasione per far conoscere la Sicilia a tutti, anche e soprattutto ai canadesi che non sono d’origine italiana».

Dove è stato girato il film?

«All’inizio avevamo pensato di girarlo proprio a Racalmuto ma – ride ancora Charly – non volevo far arrabbiare i miei compaesani! Abbiamo girato dalle parti di Siracusa ed Ortigia, luoghi magnifici, inventandoci però una paese immaginario “Terramare” perché volevamo filmare il meglio dei due aspetti della Sicilia. Quando il film è stato presentato al “Taormina Film Festival”, dove ha vinto un premio, ci hanno detto: “Neanche i siciliani stessi hanno mai mostrato la loro terra in questo modo così bello!”».

Charly Chiarelli interpreta i ruoli di Antonio padre, di Antonio giovane e di Calogero. «L’importanza del trucco e degli effetti speciali – aggiunge – è stata fondamentale così come quella della presenza di attori quali Nick Mancuso e Burt Young che hanno alle spalle tutta una carriera nel cinema hollywoodiano, e della cantante canadese Loorena McKennit che presta la sua voce nientedimeno che a Dio. È un lavoro di squadra, un film che tocca tanti aspetti diversi e che spero vedranno tutti i canadesi per scoprire e capire un po’ meglio chi siamo noi italiani e cosa abbiamo portato in questo grande Paese che è il Canada».