Arte e spettacolo

Il vento di Napoli fra tradizione e modernità

Il vento di Napoli fra tradizione e modernità
Photo: Foto Riccardo PiccirilloDa sin.: Gianni Schiattarella (batteria), Giuliano Falcone (basso), che sarà sostituito da Luca Caligiuri; Luigi Scialdone (chitarra, mandolino e ukulele), Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra) che sarà sostituito da Gianluca Capurro

La tournée in Québec del gruppo napoletano Foja

È in pieno svolgimento in Québec la tournée della band ”Foja” formata da cinque elementi, tutti napoletani, che fra tradizioni musicali partenopee, contaminazioni culturali e collaborazioni internazionali propone al pubblico canadese un percorso musicale originale e ricco di suggestioni.

«Da un po’ di tempo – afferma Dario Sansone, cantante e portavoce del gruppo, disegnatore di fumetti e coregista di film d’animazione – stiamo provando ad esportare la nostra musica che proviene da Napoli, dalla nostra tradizione, cantata in lingua napoletana ma con contaminazioni in altre lingue. Durante questo percorso abbiamo incontrato vari artisti tra cui, ad esempio, il cantante e chitarrista canadese Shaun Ferguson con il quale è nata una bella collaborazione e che partecipa alla nostra tournée. Credo sia anche una bella occasione per dimostrare che la musica si nutre delle diversità e di altre culture per generare cose nuove. Quindi ciò che sicuramente portiamo in Canada è la nostra energia musicale, le nostre canzoni miscelate a qualche classico napoletano rivisitato in chiave moderna. È un po’ la nostra ”bandiera”: raccontare la modernità partendo dalle radici millenarie nella cultura partenopea».

 

Cosa significa ”Foja?”

«Avere o tenere la foja – spiega – significa essere irrequieti. Spesso è un appellativo che si rivolge ai bambini quando sono un po’ troppo vivaci. Ma per noi questo termine serve più che altro ad indicare uno stato d’animo piuttosto che fisico, i sentimenti sono in continua mutazione. È un termine che rappresenta bene la nostra poetica sempre in bilico tra allegria e malinconia, tra gioia e tristezza, una specie di ”saudade” o, per dirla in napoletano, di ”appocundria”».

 

Che definizione possiamo dare della vostra musica?

«Partiamo da una base semplice. È un folk rock che miscela il blues, il country e la canzone d’autore. È un mix di tutte le cose che ci piacciono suonate con tanta vita dentro, con l’onestà di raccontare cose vere. È sempre difficile mettere delle etichette ma sento di poter dire che la nostra è una musica molto ricca di suoni. Inoltre, tutte le canzoni sono in napoletano perché è il modo più sincero e diretto che conosco per esprimere quello che sento dentro e che voglio raccontare. Finora non ho trovato modi migliori per farlo».

 

Cos’è la napoletanità?

«Essere napoletani è una grandissima responsabilità, soprattutto esserlo fuori di Napoli perché abbiamo una nobiltà culturale sedimentata nei millenni da rispettare e da far emergere anche se a volte ad emergere è l’aspetto negativo della città. Allora la soluzione è di far conoscere il lato più umano e culturale, di visitare Napoli, di scoprirne tutta la vitalità e la creatività che contiene come ha fatto Shaun Ferguson che collaborando con noi si è letteralmente innamorato della città e del suo modo di fare».

 

Come nasce una canzone?

«Ogni canzone ha una gestazione a sé. Ci sono canzoni che sono come dei miracoli, come una mela che ti cade in testa, che sono pronte in pochissimo tempo ed altre che hanno una gestazione molto più lunga, che vengono cambiate e ricambiate. Io scrivo di continuo, anche per strada, prendo appunti anche di cose che poi magari non utilizzerò. Cerco di smuovere tutto quello che mi si sedimenta dentro, butto giù qualcosa con la voce e la chitarra finché non arrivo ad una certa forma. Poi con la band andiamo in sala per trovare il ”vestito” giusto da dare alla canzone perché un arrangiamento mal fatto può rovinare una canzone mentre uno ben fatto può lanciarla ed arricchirla».

 

Le date della tournée

 . 15 ott. Brûlerie de la Rivière – Terrebonne

∙ 16 ott. La Bavaroise – Nicolet

∙ 17 ott. Pub William – Mont-Laurier

∙ 19 ott. Medley Simple Malt – Montréal

∙ 20 ott. Bootlegger – Montréal

∙ 21 ott. Université de Montréal – Montréal

∙ 23 ott. Istituto Italiano di Cultura – Montréal

∙ 24 ott. Groove Nation – Montréal

∙ 25 ott. Centre Communautaire – Calixa Lavallée

∙ 01 nov. Gallery Goria – Montréal

∙ 02 nov. Centre Roussin Point aux Trembles – Montréal

∙ 03 nov. Grand Théatre – Quebec City

∙ 04 nov. Université Laval Societé D. Alighieri – Quebec City

La tournée è frutto di una collaborazione tra Full Heads, Québec Mon amour, Productions Casa Nostra, Ass. Aeffe con il supporto dell’IIC Montréal. Info: http://www.fojaofficial.it