Arte e spettacolo
16:41pm4 dicembre 2019

Dietro la meraviglia dello spettacolo

Dietro la meraviglia dello spettacolo
Photo: Foto cortesia BWSUna spettacolare imagine dell’Albero della Vita, concepito da Marco Balich, simbolo dell’Expo 2015 di Milano

Intervista a Claudia Cattai, head of business development di Balich Worldwide Shows

Non è certo un segreto per nessuno che la creatività ed il savoir-faire italiani siano sempre stati un biglietto da visita importante, un fiore all’occhiello da portare con orgoglio ovunque nel mondo.

Un’ennesima conferma l’abbiamo avuta proprio qui a Montréal dove, dal 18 al 21 novembre, si è tenuta la terza edizione di “HUB Montréal”, il grande mercato internazionale dell’industria creativa.

Tra i partecipanti a questa importante vetrina di un’industria innovativa in piena espansione c’era, infatti, anche la Balich Worldwide Shows (BWS), azienda con sede principale a Milano, che crea, progetta e produce, in tutto il mondo, grandi spettacoli ed eventi dal vivo quali, ad esempio, le cerimonie di apertura e/o chiusura dei Giochi Olimpici.

A rappresentarla Claudia Cattai, responsabile dello sviluppo del business della società, che ha tenuto una conferenza dal titolo “Beyond of Spectacular/ Derrière le spectaculaire” durante la quale ha spiegato cosa c’è dietro alla concezione, alla costruzione ed alla produzione di un grande evento di questo genere.

Claudia Cattai durante la conferenza tenuta ad Hub Montréal

«Siamo la società – ha detto Claudia Cattai al Corriere Italiano – che al mondo ha realizzato più Cerimonie Olimpiche. Ma non è di questo che ci fregiamo. Quello che ci interessa di più è la metodologia che applichiamo quando realizziamo un evento nel mondo. In particolare, cerchiamo di raccontare sempre l’identità più profonda delle nazioni. Non andiamo nel Paese dove si terrà l’evento come dei “conquistadores” ma con molta umiltà e con uno spirito di contaminazione.

Ci sediamo al tavolo con le autorità competenti e i più grandi artisti locali per creare insieme e tirare fuori le vere radici della loro identità e lanciarle al mondo attraverso uno spettacolo di cui noi conosciamo i codici. Le nuove tecnologie sono importanti e nei nostri spettacoli ne facciamo largo uso ma devono essere sempre uno strumento al servizio della narrazione e dell’emozione.

 

Da Torino 2006 a Milano-Cortina 2026

La Balich Worldwide Shows è stata fondata nel 2013, ma i tre soci, Marco Balich, presidente e direttore artistico, Gianmaria Serra, amministratore delegato e produttore esecutivo, e Simone Merico, vice presidente e direttore business, lavorano insieme da oltre 20 anni.

Claudia Cattai lavora per la BWS fin dalla sua fondazione ma alle spalle ha già una ventina d’anni di carriera in questo settore e, in particolare in quello delle cerimonie olimpiche.

Le loro realizzazioni sono tante. «Le prime che ho fatto, insieme a Marco Balich, sono state – racconta – le Cerimonie per i Giochi Olimpici invernali di “Torino 2006”. La BWS ha prodotto poi la Cerimonia di Chiusura e le due Cerimonie Paralimpiche di “Sochi 2014”. Marco Balich è stato il produttore esecutivo di “Rio 2016”, cerimonia prodotta da “CC 2016” e l’estate scorsa abbiamo prodotto i Giochi Panamericani e quelli Para-Panamericani di Lima 2019. E siamo orgogliosi di poter dire che stiamo lavorando anche alle cerimonie relative ai prossimi Giochi Olimpici di “Tokyo 2020”.

Tra le loro creazioni c’è anche lo spettacolare video (visionabile su YouTube) realizzato per accompagnare la candidatura di “Milano-Cortina 2026” a cui poi il Comitato Olimpico internazionale ha assegnato i Giochi invernali. Un video che oltre a raccontare la bellezza del territorio crea anche un’emozione e suscita nello spettatore la voglia di recarsi sul posto.

«Anche in questo caso – spiega Claudia Cattai – l’approccio è stato centrato sul messaggio che si voleva dare, un messaggio non solo sportivo ma anche culturale ovvero quello di un Paese, l’Italia, che può offrire ed offre al mondo molto di più dello sport. La nostra speranza – conclude Claudia – è quella di poter contribuire ancora a “Milano-Cortina 2026”. In 20 anni, due Olimpiadi nel proprio paese, sarebbe davvero un bel sogno».