Arte e spettacolo
17:56pm8 gennaio 2020 | mise à jour le: 8 gennaio 2020 à 17:56pmReading time: 3 minutes

Rinaldo Alessandrini e il “Concerto Italiano”

Rinaldo Alessandrini e il “Concerto Italiano”
Photo: Foto Javier SerraConcerto Italiano

Il 14 e 15 gennaio alla Sala Burgie di Montréal

Il 2020 si apre con un magnifico concerto “italiano” presso la splendida Sala Burgie del Musée des beaux-arts di Montréal. Protagonista il clavicembalista Rinaldo Alessandrini che proporrà un repertorio legato alla musica del XVII e XVIII secolo.

Martedì 14 gennaio, alle ore 19:30, Alessandrini dirigerà il “Gruppo Italiano” che eseguirà sonate e cantate profane scritte da Corelli, Scarlatti, Vivaldi, Porpora ed altri compositori, mentre il 15 gennaio, sempre alle ore 19:30, eseguirà al clavicembalo opere di Bach, Bohm, Couperin, Frescobaldi ed altri.

«Il primo concerto – spiega il Maestro Alessandrini – prevede un programma concepito più sulle caratteristiche della produzione musicale della prima metà del 700 in tre città chiave: Venezia, Napoli e Roma, e cercherà di mettere in luce le tendenze di quel periodo in cui la cantata, dopo l’opera, era il genere vocale per eccellenza. Ci è sembrato, opportuno mettere a confronto alcune di queste cantate dalle caratteristiche dissimili tra di loro.

Rinaldo Alessandrini, clavicembalista e direttore d’orchestra, è nato a Roma nel 1960

Il secondo concerto, invece, sarà un po’ più articolato e farà riferimento ad uno stile che in Germania veniva chiamato “Stylus phantasticus” dalle caratteristiche apparentemente improvvisative, quasi stravagante, molto imprevedibile e composito».

Come è nata la sua passione per il clavicembalo?

«In realtà la mia passione più che per il clavincembalo – afferma l’artista – era ed è per la musica antica, la musica del ‘600 e del ‘700. Quindi, da allievo pianista, mi sono posto il problema di essere il più pertinente possibile con tale tipo di musica per cui, alla fine, passare al clavicembalo è risultata una scelta quasi obbligata. Lo trovo, inoltre, uno strumento molto interessante e stimolante».

 A Montréal sarà nella doppia veste di direttore d’orchestra e clavicembalista. Si sente più l’uno o l’altro?

«La direzione d’orchestra – sostiene – è una parte consistente del mio lavoro. Generalmente mi capita più spesso di dirigere un tipo di repertorio più tardo di quello del XVII secolo; il repertorio Romantico, quello della prima metà dell’Ottocento, mi è molto familiare».

 Nel 1984 ha fondato il Concerto Italiano. Su quali basi è nato questo gruppo?

«Nacque molto casualmente nel senso che le nostre erano più che altro delle riunioni tra amici musicisti. Poi, piano piano, intorno a noi si sono coaugulate delle occasioni di suonare in pubblico e abbiamo deciso di formare un vero “ensemble” musicale. 35 anni fa c’era anche un orizzonte culturale abbastanza diverso da quello di oggi. La musica antica, soprattutto quella eseguita su strumenti originali era, almeno in Italia, poco eseguita, non era molto diffusa per cui il terreno era molto fertile e per certi versi è stato più facile sviluppare un discorso legato alla musica antica. Oggi, a distanza di circa 40 anni, molto è stato fatto, il livello tecnico è cambiato, si è alzato, ci sono molti più musicisti che si dedicano alla musica antica su strumenti d’epoca. Ormai la musica antica non è più di “nicchia” o per pochi addetti ai lavori. Ha avuto la fortuna di essere oggetto di un lavoro discografico molto ampio e diffuso per cui in genere il pubblico che viene ai nostri concerti è un pubblico comunque informato, appassionato, come lo sarà sicuramente anche quello canadese a cui diamo appuntamento».

 Se dovesse dare un consiglio ai giovani che intraprendono la strada dello studio della musica classica, cosa direbbe loro?

«Di seguire una passione autentica e di non improvvisarsi. È necessario avere un interesse, una forza di volontà e una tenacia molto granitiche, avere pazienza e studiare molto». Per informazioni e biglietti: https://www.mbam.qc.ca/