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20:12pm3 novembre 2017 | mise à jour le: 3 novembre 2017 à 20:12pmReading time: 3 minutes

Le conseguenze fiscali della morte

"L’Angolo Legale", a cura dell’Avvocato Jonathan Éthier, LL.B., LL.M.Fisc

L’avvocato Jonathan Éthier

La perdita di una persona cara non è mai un momento felice. In aggiunta alla sofferenza per il lutto, si presentano diverse situazioni sgradevoli che si devono fronteggiare. Per esempio, pensiamo alla prenotazione del servizio funebre che non era già stato acquistato dal defunto oppure alla visita al notaio per sistemare l’eredità. Tante cose da fare mentre siamo in pena.

Senza una pianificazione adeguata, la morte potrebbe provocare un pesante addebito di tasse al punto che i vostri eredi potrebbero dover vendere i vostri beni per pagare il debito con il fisco! Infatti, da un punto di vista fiscale, la legge canadese stabilisce una regola molto particolare. Si considera che, alla sua morte, il defunto abbia avuto a  disposizione tutti i suoi beni al loro valore reale. Pensiamo a degli immobili oppure alle azioni di una società. Pertanto, le plusvalenze accumulate nel corso degli anni sulle proprietà saranno tassate, in tale momento, come guadagni in conto capitale. Facciamo un esempio per chiarire il tutto.

Nel 2017, Giancarlo, vedovo da un paio d’anni e residente in una casa di riposo, muore lasciando ai suoi nipoti un edificio, dato in affitto, a Montreal. Aveva pagato l’immobile, tanti anni, fa 100 000$ mentre oggi il suo valore è valutato a 700 000$. È come se, alla sua morte, Giancarlo avesse venduto il suo immobile per 700 000$ (valore di mercato) da cui consegue un guadagno in conto capitale di 600 000$. Pertanto dovranno essere versate al governo approssimativamente 160 000$ di tasse. Veramente un incubo!

Ecco perché occorre istituire una struttura fiscale per limitare le infauste conseguenze fiscali della morte. Per esempio, è possibile trasferire, da vivo, i beni di grande valore in un fondo fiduciario (trust) che abbia come beneficiari gli eredi desiderati. Sono possibili varie formule secondo le situazioni. Il fondo fiduciario non si estingue con la vostra scomparsa.

Nell’esempio sopra esposto, se il palazzo di Giancarlo fosse stato protetto in un fondo fiduciario invece di esser rimasto nel suo patrimonio, non ci sarebbe stato nessuna tassa da pagare. Tuttavia ci sono diversi requisiti legali da rispettare e sarà utile consultare, in un tale contesto. un avvocato fiscalista.

Inoltre, per quelli che hanno un REER (« Régime enregistré d’épargne-retraite »), la legge prevede, alla morte, un’inclusione nel reddito delle somme versate in un REER. Ciò potrebbe provocare un fardello fiscale supplementare.

 

Avvocato Jonathan Éthier, LL.B., LL.M.Fisc

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