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15:52pm11 maggio 2021 | mise à jour le: 11 maggio 2021 à 15:52pmReading time: 4 minutes

Qual è il significato della Giornata dell’Europa?

Qual è il significato della Giornata dell’Europa?
Photo: Foto AnsaIl 9 maggio rappresenta un momento per riflettere sugli straordinari traguardi sinora raggiunti dall'Unione Europea

La Console Generale d’Italia risponde

 

Qual è il significato della Giornata dell’Europa?

Il 9 maggio ricorre la Giornata dell’Europa, nota anche come Schuman Day. Istituita dai Capi di Stato/Governo al Consiglio Europeo di Milano del 1985, è celebrata come Festa dell’Unione Europea a partire dal 1986.

 

Perché il 9 maggio?

È l’anniversario della Dichiarazione che Robert Schuman, Ministro degli Esteri francese, rende il 9 maggio 1950: cinque anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Mentre i Paesi europei cercano di risollevarsi dalle distruzioni provocate dal conflitto – siamo in piena Guerra Fredda – su intuizione del politico ed economista Jean Monnet, la Francia propone la creazione di un’organizzazione europea di natura sovranazionale che metta in comune la produzione di carbone e acciaio, espandendone la loro produzione e creando un mercato comune europeo per queste due materie prime fondamentali – al tempo – per l’industria civile e bellica.

“Questa potente unità di produzione, aperta a tutti i paesi che vorranno aderirvi e intesa a fornire a tutti i paesi in essa riuniti gli elementi di base della produzione industriale a condizioni uguali, getterà le fondamenta reali della loro unificazione economica.”

“La fusione della produzione di carbone e di acciaio assicurerà subito la costituzione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione europea…”

Secondo Monnet e Schuman, delegando la propria sovranità su queste due industrie a un’autorità indipendente, i Paesi aderenti avrebbero scongiurato un ulteriore conflitto. Per dirla con Schuman, una guerra tra Francia e Germania, storiche rivali, sarebbe stata “non solo impensabile, ma materialmente impossibile”.

 

Qual è il valore della Dichiarazione Schuman?

È uno snodo centrale del processo di integrazione europea, di cui segna, convenzionalmente, l’avvio.

È infatti il primo segnale concreto della condivisa volontà degli Stati europei di cooperare per risolvere insieme le sfide comuni, attraverso la solidarietà. I Paesi abbandonano le antiche ostilità tra nazioni e puntano sulla collaborazione economica settoriale approfondita, secondo i principi del funzionalismo economico.

Per il responsabile della diplomazia francese, quest’organizzazione sovranazionale avrebbe costituito “il primo nucleo concreto di una Federazione europea indispensabile al mantenimento della pace.”

Con tale ambiziosa visione, Schuman avvia il processo che ci porta gradualmente all’UE dei giorni nostri e che si impernia sul principio di solidarietà.

“L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto.”

 

Quali sono le tappe successive?

La creazione della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), di cui la Dichiarazione è l’atto precursore. Istituita dal Trattato di Parigi (18 aprile 1951, in vigore dal 23 luglio 1952) la CECA è la prima istituzione europea sovranazionale. Ad essa, i sei governi di Francia, Germania Ovest, Italia e Paesi del Benelux (Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo) cedono, per la prima volta, una porzione della loro sovranità in un settore specifico (carbone e acciaio).

Seguirà quindi l’istituzione della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea dell’Energia Atomica (CEEA, o Euratom), in virtù dei “Trattati di Roma” del 25 marzo 1957, a cui abbiamo fatto riferimento qualche settimana fa.

 

Quale rilevanza assume questa festività quest’anno?

Oltre a rammentarci la nascita del processo di integrazione europea (è una sorta di “compleanno” dell’UE) rappresenta un utile momento per riflettere sugli straordinari traguardi sinora raggiunti. Pace, stabilità e progresso economico garantiti sul continente europeo per oltre sette decenni (un unicum nella storia europea). Ma anche: democrazia, stato di diritto, promozione e difesa dei diritti umani, ecc.

Questo secondo anno di “festeggiamenti” in piena pandemia ci ricorda inoltre che l’UE ha dovuto affrontare numerose crisi nella sua storia. Questa del COVID-19 ci ha fatto scoprire che oltre ad essere “United in diversity” (motto dell’UE) siamo “United in adversity”, come ha sottolineato la Presidente della Commissione Europea von der Leyen.

Infine, il 9 maggio 2021 ha un valore particolare perché segna l’avvio della “Conferenza sul Futuro dell’Europa”: un’occasione unica per tutti i cittadini UE – uomini e donne – per contribuire a plasmare il comune futuro insieme.

Oggi più che mai l’UE ha bisogno di visione, ambizione e coraggio, accanto a rinnovate unione, solidarietà e determinazione.

Vi aspetto al prossimo approfondimento.

La vostra Console Generale,

Silvia Costantini

 

 

 

 

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