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19:21pm11 luglio 2022 | mise à jour le: 11 luglio 2022 à 19:21pmReading time: 3 minutes

Lettera a Benedetta la “Lingère d’Acquaviva”

Lettera a Benedetta la “Lingère d’Acquaviva”
Photo: Foto cortesiaRita Amabili-Rivet, scrittrice e teologa d’origine marchigiana

La scrittrice e teologa Rita Amabili-Rivet ha scritto diversi romanzi storici ambientati in epoche passate tra cui “La Lingère di Acquaviva”, la cui azione si svolge nella cittadina marchigiana di Acquaviva Picena nel 1234.

Protagonista Benedetta, sarta e guardarobiera (“lingère, appunto) di un sodalizio di uomini che gestisce il potere. Le donne sono relegate in secondo piano, agli occhi del potere non hanno la stessa “importanza” degli uomini. Benedetta, con la sua fede e la sua forza d’animo, reclama, in nome di tutte le donne il suo spazio. Recentemente Rita-Amabili Rivet ha pubblicato dei podcast in cui racconta del rapporto tra le donne e la fede ed ha indirizzato alle protagoniste dei suoi romanzi alcune lettere di riflessione.

 

Cara Benedetta,

che cosa dirti che non ti ho già rivelato tramite queste centinaia di pagine, in francese, in italiano. Ti ho forgiato con tutta la mia fede, tutto il mio femminismo, tutto l’amore che esiste dentro di me… Immagino che le donne in quel tempo erano così come oggi: incuriosite di scoprire anche loro gli insegnamenti che potevano capire facilmente ma dai quali erano allontanate dagli uomini. Come le tue compagne, hai seguito il sentiero che conduceva all’amore…

Avevi la certezza, la convinzione che le donne, nei tempi passati, non erano vissute solo per obbedire, per partorire, per essere inferiori. Come adesso, loro sapevano che valevano molto di più, potevano tanto, allora studiavano, pregavano, cercavano un modo per sbocciare, nonostante i dintorni fossero chiusi, essendo esseri normali. Dovevi proferirlo ancora più fortemente che lo facessimo anche noi… in questi anni.

Ho creato la tua storia per dare un’immagine di come vedo questo ambiante nel quale vivevi. È stato scritto che non avevate il permesso di fare certe cose ma non della vostra disponibilità a disobbedire, a prendere il vostro posto nella vita, nonostante i divieti, di far parlare coloro che per secoli erano state taciute, quelle che agivano di raffinatezza per trovare dei modi di fare con eleganza le cose che erano proibite. Eppure loro gridavano! Le loro grida continuavano, secolo dopo secolo, fino alla nostra stessa bocca, fino al nostro presente.

Nella nostra epoca abbiamo respinto la Chiesa e tutti quelli che la rappresentano per conoscenza o per innocenza…Gesù è rimasto solo, solo per incontrare tutte le Samaritane (Giovanni 4, 1-12) del mondo passato, presente e futuro. In questa narrazione, Gesù, stanco e fragile, sta parlando ad una signora, offrendole una cura spirituale, allorché questa donna è stata esclusa della sua propria nazione. Forse Gesù si sente vulnerabile come lei, forse si sente “a sua immagine e somiglianza”(Gn 1)?

Gesù, che ha rimesso in piedi le donne, gli ammalati, i feriti nel corpo o nell’anima, non poteva, non può, escludere.

Vedi Benedetta, è questo Gesù che voglio spiegare. Nel tuo tempo, era trattenuto dal potere degli uomini influenti; la stessa cosa arriva nella mia epoca. A volta gli uomini perdono la loro umanità. A volta Dio si sente stretto nelle nostre menti ristrette. Dio che è anche Dia, che è sempre stato senza genere.

Se cambiamo qualche piccola cose nelle nostre mente, sarà tutto più facile… Finalmente Dio, Dia, è l’Amore all’infinito che ti vuole tanto bene.

 

 

 

 

 

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