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13:51pm11 agosto 2020 | mise à jour le: 12 agosto 2020 à 13:11pmReading time: 4 minutes

La cittadinanza italiana. Quali sono le nozioni di base?

La cittadinanza italiana. Quali sono le nozioni di base?
Photo: Foto F. IntravaiaSilvia Costantini

La Console Generale d’Italia risponde

Prima di iniziare ad analizzare la cittadinanza, che so essere un tema di primario interesse per molte lettrici e molti lettori del Corriere Italiano, mi corre l’obbligo di evidenziare loro la complessità dell’argomento. Basta pensare che un noto manuale consolare dedica a questa materia oltre 600 pagine.

 

Per questo da oggi inizieremo un viaggio a più tappe che si protrarrà per alcune settimane, attraverso le nostre pillole informative dispensate in “dose omeopatica”.

Iniziamo con le nozioni di base.

 

Definizione di cittadinanza

 

Se si digita “cittadinanza” nel vocabolario on line Treccani, si trova questa definizione: “Condizione di appartenenza di un individuo a uno Stato, con i diritti e i doveri che tale relazione comporta; tra i primi, vanno annoverati in particolare i diritti politici, ovvero il diritto di voto e la possibilità di ricoprire pubblici uffici; tra i secondi, il dovere di fedeltà e l’obbligo di difendere lo Stato, prestando il servizio militare, nei limiti e modi stabiliti dalla legge.”

La natura pragmatica di questa rubrica non ci permette di fare un excursus storico del concetto di cittadinanza che ci porterebbe prima nel mondo greco per poi passare all’esperienza giuridica romana ed infine evidenziare la rinascita di questo concetto dopo la Rivoluzione francese, nel momento cioè del passaggio da suddito/a a cittadino/a, sia come componente della nazione sia come depositario/a della sovranità.

Concentriamoci piuttosto sul quadro giuridico italiano.

 

Nascita della cittadinanza italiana e principali disposizioni normative sulla cittadinanza italiana fino al 1992.

 

Il concetto di “cittadinanza italiana” nasce con la formazione dello Stato unitario, cioè a partire dal 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. Da allora, svariati interventi normativi hanno regolato questa materia. Analizziamone i principali.

La prima legge sulla cittadinanza vede la luce, in Italia, nel 1912. È la n. 555 del 13 giugno di quell’anno, che entra in vigore nel successivo mese di luglio. Stabilisce tre principi che sono ora del tutto obsoleti, ma la cui conoscenza e soprattutto il graduale superamento ci aiutano a comprendere e fissare l’attuale impianto normativo nonché apprezzare l’indubbio progresso civile e politico ad esso soggiacente, avvenuto nel corso di otto decenni.

Secondo la legge n. 555/1912:

  • La cittadinanza italiana viene acquisita per via paterna.
  • Le vicende di cittadinanza della donna maritata seguono quelle del marito.
  • L’acquisto volontario di una cittadinanza straniera comporta la perdita della cittadinanza italiana.

Il progressivo superamento della legge n. 555/1912 inizia il 1° gennaio 1948, giorno dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana, che stabilisce la parità genitoriale. Da quella data la cittadinanza si acquista anche per via materna. Si sgretola così il primo baluardo della legge n.555/1912.

 

Successivamente, la legge n. 123 del 21 aprile 1983 – in vigore da quel 26 aprile e ora abrogata – slega le vicende di cittadinanza della moglie da quelle del marito. Cade in tal modo il secondo baluardo della legge n.555/1912.

Infine, il 16 agosto 1992 cade il terzo baluardo della legge n.555/1912, quando entra in vigore la legge n. 91 del 5 febbraio di quell’anno, che pone al centro delle vicende relative alla cittadinanza la volontà del/la singolo/a individuo/a.

 

La vigente disciplina sulla cittadinanza

La legge n. 91/1992 “Nuove norme sulla  cittadinanza” è l’attuale impianto giuridico che novella e disciplina la materia, ora incardinata su tre principi:

1) trasmissione per filiazione, secondo il principio dello “ius sanguinis” (diritto di sangue);

2) diritto alla titolarità contemporanea di più cittadinanze (chi acquisisce una cittadinanza straniera non perde quella italiana);

3) manifestazione della volontà individuale nell’acquisto, nella perdita e nel riacquisto della cittadinanza. Acquista dunque piena centralità la volontà del singolo individuo in tutte le vicende relative alla cittadinanza.

Per il momento abbiamo concluso con le prime nozioni di base in materia di cittadinanza.

Continuate a seguirci e, se volete, ad inviarci quesiti, richieste di chiarimento o sottoporci un caso specifico da trattare, scrivendo alla redazione: fintravaia@metromedia.ca.

Insieme alla mia Squadra, saremo felici di occuparci di un vostro caso pratico, e – a seguito di vostra espressa autorizzazione – di usarlo eventualmente in una pillola futura per esemplificare concretamente l’analisi qui svolta, ad esempio in materia di riacquisto della cittadinanza.

Vi aspetto alla prossima tappa di questo nostro viaggio.

 

La vostra Console Generale,

Silvia Costantini