Arte e spettacolo

Marco Bocchicchio e “La vita davanti a me”

Marco Bocchicchio e “La vita davanti a me”
Photo: Foto cortesiaMarco Bocchicchio ha vinto, nel 2014, “Superfantastico” con la canzone “Caruso” e da una decina di anni canta, ogni anno, alla “Settimana Italiana”

Si intitola “La vie devant moi” ed è il titolo dell’ultimo album, tutto in francese, di Marco Bocchicchio, che nonostante la sua giovane età, 22 anni, è già molto noto sia nel mondo dello show-business quebecchese che nella nostra comunità.

Nato a Montréal da padre d’origine foggiana e madre d’origine siriana, Marco, attualmente, studia canto classico all’Università McGill. La sua passione per la musica viene da lontano, da nonno Michele, deceduto nel 2015, che cantava nella chiesa Madonna di Pompei.

«Ogni volta che faceva le prove – racconta Marco – mi insegnava i brani, poi li suonava e li cantava alla chitarra. Così ho iniziato ad interessarmi alla musica, ai film come, ad esempio, ”Titanic” nei quali ci sono delle magnifiche canzoni quali ”My hart will go on” cantata da Céline Dion, o le commedie musicali. Una cosa è certa, se avevo del talento naturale mio nonno mi ha aiutato a svilupparlo.

Poi nel 2008, avendo letto su un giornale un annuncio in cui Gregory Charles faceva le audizioni per il suo spettacolo su TVA dal titolo ”La cour des grandes”, ho detto a mio padre: “Perché no?” Le audizioni sono andate benissimo e da lì è iniziata la mia “carriera” musicale.

Ho avuto la fortuna di conoscere e di cantare con dei grandi artisti quebecchesi come Mario Pelchat o Bruno Pelletier, solo per citarne alcuni. Poi – prosegue – visto che avevo tanti fan che iniziavano a seguirmi, insieme al produttore Peter Ranallo, che lo è tuttora, abbiamo preparato il mio primo disco, ”Marco Bocchicchio Chante Noël”, in seguito al quale ho fatto anche un tour attraverso il Québec. L’album ha avuto molto successo e questo mi ha dato la spinta per continuare».

Nel 2010 Marco ha fatto parte del cast della commedia musicale “La mélodie du bonheur”, di Denis Filiatrault: «Ho fatto lo spettacolo a Montréal e a Québec per 76 volte ed anche questo ha contribuito a farmi conoscere sempre di più», afferma il giovane cantante.

 

Viste le tue origini, ti senti più italiano, siriano o quebecchese?

«Recentemente ho ricevuto il passaporto italiano quindi adesso – esclama Marco con una punta d’orgoglio – sono anche cittadino italiano oltre che canadese. Ricevere la cittadinanza italiana per me è stato come aver ricevuto “un’eredità” e, allo stesso tempo, è stato un modo per rendere omaggio ai miei nonni. Non parlo l’arabo e la parte italiana è sicuramente molto più presente in me, sono stato in Italia già diverse volte e non c’è dubbio che, oltre alla gastronomia, i grandi artisti italiani per me sono un modello».

 

Quali, ad esempio?

«Andrea Bocelli mi piace moltissimo. Quando è venuto al Centre Bell lo scorso ottobre ho cantato nel coro durante il suo spettacolo. È stata un’esperienza bellissima perché ho potuto vedere da vicino anche tutto il funzionamento dello show. Cantare davanti a 17.000 spettatori è impressionante ed ho sentito dentro di me che mi piacerebbe fare una carriera internazionale come la sua, a metà strada tra la lirica e il pop. Mi picciono anche altri artisti come Luciano Pavarotti, Josh Groban, Barbra Streisand, Adele. Quando avevo 10 anni ho detto: “Voglio un carriera come Celine Dion!” Insomma tutti cantanti che quando cantano ci mettono il cuore!»

 

Dunque… è “La vita davanti a te?”

“Spero di sì, è quello che desidero. Nel frattempo abbiamo deciso di fare un omaggio ai miei fan quebecchesi con un album tutto in francese. Volevo inserire anche qualche canzone in italiano ma con gli studi all’università e i contatti del mio produttore Peter Ranallo ci siamo indirizzati più verso le canzoni in francese. In “La vie devant moi” ci sono 5 canzoni originali e 5 grandi successi quebecchesi come, ad esempio “En manque de toi” di Bruno Pelletier. Non avevo mai sentito questa canzone, ne ho preparato una versione e Peter l’ha mandata a Bruno che l’ha ascoltata, gli è piaciuta ed ha voluto cantarne una parte inseme a me. È venuto in studio, l’abbiamo registrata e poi – ride Marco – siamo andato tutti insieme a mangiare le lasagne!

Tra le 5 canzoni originali – continua – due, tra cui quella che porta il titolo dell’album, sono state scritte da Nelson Minville che compone canzoni per Céline Dion. Stiamo comunque pensando di fare un altro album con canzoni in italiano e in inglese. Vedremo; a dicembre finirò l’università e così avrò anche più tempo per lavorare in studio. Quest’estate faremo anche qualche tournée, soprattutto l’apertura dei concerti di alcuno artisti quebecchesi». Una cosa è certa, di Marco Bocchicchio e della sua voglia di cantare, in tutte le lingue, ne sentiremo ancora parlare a lungo!