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Una grandissima voglia di vivere!

Una grandissima voglia di vivere!
Photo: F. IntravaiaClaudia Martino

La battaglia di Claudia Martino e della sua famiglia contro i tumori

Forza d’animo, perseveranza, coraggio! Due volte colpita da una grave forma di linfoma (di tipo “non Hodgkin”) e due volte in remissione, Claudia Martino, 17 anni, oggi affronta la vita con una forza d’animo eccezionale e una gran voglia di raccontare ciò che ha vissuto, perché la vita merita di essere assaporata istante per istante.

«La prima volta – racconta la mamma Angela Guerrera – Claudia aveva 4 anni. Era nel 2005. Aveva un forte dolore sotto al braccio sinistro, un po’ di raffreddore, tossiva, eravamo preoccupati. La portammo al pronto soccorso, era un fine settimana. Ci dissero che non era niente di grave ma ci consigliarono di andare il lunedì a vedere il suo pediatra.

Il lunedì il papà, Luigi, la portò dal medico. Il pediatra la visitò e disse di portarla immediatamente al Children Hospital perché secondo lui c’era qualcosa che non quadrava. Al Children hanno subito capito che la situazione era grave. Claudia aveva una grande massa che le era cresciuta fra la trachea e il diaframma. All’interno era piena di liquido che bisognava immediatamente aspirare e per farlo le hanno inserito sottopelle una specie di tubicino.
Finiti gli esami i medici sono venuti a parlarci, insieme al “nostro” pediatra che nel frattempo ci aveva raggiunto, per informarci che la situazione era davvero difficile, la bambina aveva il “linfoma non Hodgkin”.
«Il pediatra ci disse: Credete in Dio? Allora è meglio iniziare a pregare perché la strada da percorrere sarà lunga!»
«Ricordo poco della prima volta – afferma Claudia – ero troppo piccola. Più che altro qualche sensazione; ero talmente traumatizzata che molte cose sono scomparse dalla mia mente!»
«Claudia – prosegue la mamma che faceva anche da infermiera – ha dovuto seguire, come si fa in questi casi, per due anni, un intenso protocollo di cure: chemioterapia, iniezioni di steroidi e altri trattamenti, in ospedale e a casa grazie ai quali il tumore era in remissione al punto che ha iniziato anche ad andare a scuola».

La seconda volta

Ma la remissione è durata sei anni perché, purtroppo, il dolore è tornato ancora più forte e più “assurdo” di prima!
«Questa volta – afferma Claudia – era sopra la spalla e sul petto. Sembrava come se un blocco di cemento mi fosse caduto addosso. Faceva malissimo!»

«Claudia – spiega la mamma – aveva appena finito la quinta, era giugno. Un giorno iniziò a tossire, una brutta tosse; pensavamo ad una semplice bronchite, l’abbiamo fatta visitare, ci dissero che non era niente di grave. Continuava ad avere dolori fortissimi al punto che non poteva nemmeno piegarsi, siamo tornati al Children e purtroppo i medici ci dissero: “The cancer is back!”.
Aveva una massa ancora più grande di prima che le premeva sul polmone, fino al cuore. La situazione era disperata. Il dottore disse: “Faremo di tutto per salvarla ma non possiamo agire come la prima volta”. Claudia ha dovuto sottoporsi anche ad un trapianto di midollo. Le sono state trapiantate delle cellule provenienti da un cordone ombelicale. Non aveva più difese immunitarie, era debolissima».

«Ero talmente nervosa – ricorda – che il mio corpo non sentiva più niente, ero in stato di schock, paralizzata, non potevo muovere nessuna parte del corpo. Sapevo che era successo qualcosa ma non volevo crederci anche perché tutti dicevano che dopo 5 anni di remissione il cancro non sarebbe più tornato e invece …
Ho capito che la situazione era grave perché, anche se cercavano di confortarmi, vedevo i miei genitori piangere». «Poco tempo prima – aggiunge la mamma – sua nonna era morta per un cancro al seno. Claudia ci disse: “Morirò anch’io come nonna?”
È stata durissima; all’inizio il suo corpo rifiutava il trapianto, poi piano piano, grazie ai trattamenti è riuscita a riprendersi».

La “scatola magica”

«Anche questa volta Claudia aveva un catetere sottopelle connesso ad una vena centrale, attraverso il quale potevano iniettare le medicine».
«Mi ricordo – aggiunge Claudia – che la prima volta l’infermiera, per tranquillizzarmi, mi aveva detto che quel tubicino era “my magic box”, la mia “scatola magica!
Per questo mi è venuto in mente di scrivere un libro intitolato proprio “My magic box”, per raccontare la mia storia, per far capire come sono riuscita a superare queste prove ma anche perché, proprio a causa della malattia, ho vissuto degli episodi di bullismo. Mi chiamavano “ragazzo” perché avevo i capelli corti a causa della chemio, mi dicevano che ero “contagiosa”, mi prendevano in giro ma voglio ricordare che noi siamo tutti uguali, con o senza capelli!». Chi volesse ordinare una copia di “My magic box” può farlo attraverso il sito: https://www.chapters.indigo.ca, scrivendo il titolo nell’apposita casella di ricerca.

Claudia è ormai in remissione da 6 anni. Oggi frequenta il primo anno del College Vanier. Può fare sport, le piace il ballo, vive in pieno la sua vita di ragazza di 17 anni. Ogni anno partecipa alla marcia di raccolta fondi della Società leucemia e linfoma Canada (SLLC) grazie alla quale è entrata in contatto con Joe Cacchione che l’ha invitata al suo recente spettacolo “100% Franzé!”, spettacolo il cui incasso (30.000$) è stato interamente devoluto alla SLLC.
«Mi piacerebbe fare la conferenziera – conclude Claudia – raccontare la mia storia per aiutare gli altri. Ho già in mente di scrivere un secondo libro». La vita, nonostante tutto, non può finire a 17 anni!

Papà Luigi: «Mi è caduto il mondo addosso!»

Nato a Montréal, da genitori originari di Ripabottoni (Campobasso), Luigi Martino, il papà di Claudia, lavora nel settore della costruzione e racconta l’odissea che ha vissuto a causa della malattia della figlia.
«Quando si è sentita male per la prima volta – spiega – non potevamo pensare che fosse una cosa così grave come il “linfoma non Hodgkin”. La notizia ci ha distrutto. Immaginatevi “far capire” ad una bambina di 4 anni che deve stare in ospedale, che deve fare le iniezioni, che ha un tubicino all’interno del suo corpo per drenare il liquido, che deve prendere tante medicine! Immaginatevi dirle che non può giocare con gli altri bambini, che non può fare una vita normale, che perderà i capelli a causa della chemioterapia!

Luigi e Claudia

Come si fa a spiegare tutto questo ad una bambina così piccola? Ma non hai scelta, devi farlo, per il suo bene!
Come genitore – prosegue Luigi – rischi di diventare pazzo ma devi farti forza! Continuare a lavorare pensando a quello che sta succedendo non è certo una cosa facile!
Come padre ti senti impotente, non puoi controllare la situazione perché la situazione è nelle mani dei medici e … del Padreterno!
Una cosa però posso dirla, il modo in cui siamo stati trattati al Children Hospital è stato fenomenale. Una grande “famiglia”, grande abnegazione ed empatia da parte di tutti, questo ci ha aiutato molto».

Tra la vita e la morte

«La seconda volta – aggiunge Luigi – è stato uno shock ancora più grande».
«Ricordo la faccia dei miei genitori. A parte la morte della nonna – interviene Claudia – non avevo mai visto mio padre piangere!»
«Mi tenevo tutto dentro – replica Luigi – non volevo far vedere a mia figlia che ero preoccupato anche perché la prima volta aveva solo 4 anni e non capiva granché di quello che le stava succedendo ma la seconda ne aveva 11 e capiva benissimo! E poi non avevo ancora fatto “le deuil” di mia madre che mi ritrovavo con mia figlia tra la vita e la morte! Bisogna passarci in certe situazioni per capirle,
anche perché è facile parlare senza averle vissute! Tutto ciò ti fa pensare a come la vita sia complicata e fragile allo stesso tempo.
Per fortuna ora le cose vanno bene ma dentro si vive sempre con un po’ di paura che un giorno l’incubo possa ricominciare».
«Ma devi essere positivo – conclude Claudia su una nota di ottimismo – perché se pensi in negativo … la vita non è bella!»

Commenti 3

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  • Flora

    Beautiful 🙏💞☯️ God bless you 💜💜💜💜❄️ You are courageous strong and determined ☯️☯️☯️☯️☯️☯️

  • Francesco

    Grazie Fabrizio Intravaia per questa bellissima intervista.
    Claudia sei una forza della natura!

    • Fabrizio Intravaia

      Ciao Francesco,
      grazie a te per tutte le info!
      Un saluto