Le donne, la religione, la spiritualità

13:51 7 Giugno 2022

Rita Amabili-Rivet

I podcast di Rita Amabili-Rivet

Teologa, scrittrice, conferenziera e collaboratrice del nostro giornale, Rita Amabili-Rivet ha lanciato una serie di quattro podcast dal titolo “Et Dieu(e) aima la femme”, che vengono diffusi ogni venerdì del mese di giugno sul sito, sulla pagina Facebook, su Instagram e sul canale YouTube dell’autrice stessa.

In questi podcast Rita Amabili-Rivet parla e si interroga sul posto delle donne nella spiritualità e, in senso più largo, nella società di oggi come del passato.

Prendendo spunto dalle azioni e dagli sforzi delle protagoniste dei suoi tre romanzi storici  “Saffia femme de Smyrne”, “Marguerite, prophète” e  “La lingère d’Acquaviva”, di cui esiste anche la versione in italiano, l’autrice invita ad una riflessione grazie anche a delle discussioni con persone provenienti da diversi ambiti culturali: Sylvie Brousseau, responsabile di progetti editoriali e redattrice, Yousra Benhnia, animatrice radiofonica orientata verso le relazioni interculturali e Francesco Esposito, responsabile montrealese dell’ICFF, il Festival del film italiano contemporaneo, al fine di discutere dell’evoluzione della donna nella società analizzando gli aspetti storici, sociali, religiosi e spirituali delle sue opere.

Rita Amabili-Rivet ha scritto, inoltre, tre lettere indirizzate alle sue tre eroine Saffia, Marguerite e Benedetta, meccanismo che le permette di spiegare meglio il processo creativo esistente dietro ad ogni romanzo e che completano la serie dei podcast.

«L’idea – spiega l’autrice – è venuta perché la pandemia di Covid ha fatto molto male a noi scrittori, ma non solo. Per questo l’agenzia di promozione PURCOM mi ha proposto di creare dei podcast, una vera novità per me, che mi permettessero di riprendere i miei romanzi e di riproporli in un’ottica diversa, più di riflessione e di approfondimento di alcune tematiche per me fondamentali: la cristianità, il femminismo, la fede.

In un mondo che soffre e che va male credo che un po’ di fede possa aiutare a vivere meglio. Per me la fede non è una richiesta a comando: voglio una cosa, prego e la ottengo il giorno dopo. Io prego da tanti anni eppure non ho mai vinto il viaggio della mia vita! Per questo ho pensato che fosse importante approfondire il significato di fede, di approfondire la parte spirituale presente in ogni essere umano. Non si tratta di avere di più materialmente ma di avere di più spiritualmente.

Inoltre – aggiunge l’autrice – la Chiesa è sempre stata molto chiusa al ruolo delle donne nella religione. Attraverso i miei personaggi femminili ho cercato di mettere in evidenza il loro ruolo nella società in cui vivevano, ancora troppo oscuro agli occhi della gente, in modo che il loro posto fosse riconosciuto e in modo che potessero “accogliere” Dio allo stesso modo degli uomini.

È importante che le persone sappiano di essere amate da Dio, che siano ricche o povere, che siano donne, uomini, omosessuali o lesbiche. Per questo il titolo dei podcast è:  “Et Dieu(e) aima la femme”, che potremmo tradurre in “E Dio(a) amò la donna. Un giorno è stato deciso che Dio è maschio. Ma in fondo Dio non è né maschio, né femmina (“Dia”), non ha una sessualità, è un’entità che prescinde dal sesso e che in quanto tale ama e può essere amato da tutte le creature del mondo».

 

 

 

 

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