Cultura
15:36pm29 settembre 2020 | mise à jour le: 29 settembre 2020 à 15:36pmReading time: 6 minutes

Tra cavalli, illustrazioni, Dante e … quel che resta!

Tra cavalli, illustrazioni, Dante e … quel che resta!
©La signora Marion Walsh con il suo cavallo. Archivi Alinari, Firenze, 1899

Uno sguardo alle attività dell’Istituto Italiano di Cultura di Montréal. Intervista al direttore Francesco D’Arelli

Anche per la stagione 2020-21 il calendario degli appuntamenti dell’Istituto italiano di Cultura di Montréal (IIC) si presenta fitto di appuntamenti di un certo rilievo a dimostrazione che, nonostante gli ostacoli frapposti dalla pandemia, la cultura continua, fortunatamente, a viaggiare prendendo, magari, binari più insoliti.

Ad illustrarci gli avvenimenti più importanti è il direttore, Francesco D’Arelli, che l’estate prossima concluderà il suo mandato alla guida dell’IIC.

Francesco D’Arelli, direttore IIC

L’essenza delle cose

«Il primo appuntamento che vorrei segnalare – afferma  – è quello relativo al ciclo di conferenze che abbiamo intitolato “Quel che resta”, ideato con Vito Teti e Demetrio Paolin. Il 28 ottobre lanceremo questo ciclo iniziando dalla presentazione del libro “Anatomia di un profeta”, del giovane scrittore Demetrio Paolin. Al dibattito parteciperanno l’autore stesso, l’antropologo Vito Teti, che del resto ha scritto un libro intitolato proprio “Quel che resta”, che affronta il tema dello spopolamento di diversi territori italiani, e il sottoscritto. Contrariamente a quanto si possa immediatamente pensare – continua D’Arelli – quel che resta non è lo scarto, il rifiuto, ciò che io ho eliminato, bensì il suo contrario, ovvero il nocciolo, l’essenza, il fondamento dell’azione umana. Muovendo da questo valore, investigheremo quel che resta nell’esperienza religiosa, in quella spirituale, nell’arte, nei paesi e nei centri abbandonati, quel che resta dopo lo spopolamento dovuto all’emigrazione.

Una veduta di Roghudi (Reggio Calabria) tratta dal libro di Vito Teti “Quel che resta”

Una riflessione che può portare a riprendersi quel che resta ponendolo come fondamento di una nuova prospettiva di rilancio. Sarà un ciclo di conferenze a cadenza mensile. Ogni volta incontreremo uno scrittore, un filosofo, un artista, un poeta con cui discuteremo proprio di questo tema. L’esperienza della pandemia – aggiunge – ha costretto ad una certa introspezione e a riconsiderare gli aspetti essenziali della vita. L’uomo è stato obbligato da questa forzata interruzione del tempo a riflettere su ciò che è veramente importante ed a confrontarlo con ciò che è superfluo che, purtroppo, è ancora tanto».

 

Spazio ai cavalli!

«L’altro appuntamento che vorrei menzionare è quello con i cavalli! Mi spiego: grazie ad un incontro ho conosciuto Domenico Bergero, Direttore del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università degli Studi di Torino. È professore, medico veterinario e si occupa anche di storia della medicina e soprattutto dei cavalli, animali la cui storia è strettamente legata a quella dell’uomo. Con Domenico animeremo, da novembre, un ricco ciclo di conferenze intitolato: “E l’uomo incontrò il cavallo”, a cui parteciperanno, di volta in volta, studiosi, storici, scenziati, medici che si sono occupati, sotto angoli e aspetti diversi, di questo animale che ha accompagnato il cammino dell’uomo e della civiltà umana».

 

Fumetti e illustrazioni

«Quest’anno – prosegue il direttore dell’IIC – la Settimana della lingua italiana nel mondo, la XX edizione, in programma dal 19 al 25 ottobre, sarà dedicata a: “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti”.

Spazio dunque al tema delle illustrazioni e dei fumetti che, in moltissime civiltà sono stati usati anche per spiegare e rendere più accessibili contenuti letterari più difficili da percepire per chi non è dotato degli strumenti culturali necessari. In fondo, la finalità dell’illustrazione è proprio la semplificazione. Quindi, oltre ad alcune conferenze sul fumetto tenute da studenti (canadesi) d’italiano, avremo un webinar, organizzato in collaborazione con Maria Ricci, dedicato a Bruno Munari, che ha dedicato parte della sua vita all’illustrazione di libri per l’infanzia. Il webinar, a cui parteciperà Beba Restelli, che ha studiato con Munari, sarà una specie di workshop dedicato ai bambini che in tal modo potranno viaggiare nel mondo fascinoso dell’illustrazione.

Avremo poi altri due eventi dedicati al fumetto, il primo vedrà protagonista Alessandra Lazzari (CNR, Italia), orientalista, che tratterà della presenza e della percezione delle civiltà dell’Africa e dell’Asia nel fumetto italiano. Il secondo sarà curato da Alessio D’Uva, della casa editrice italiana, dal nome tedesco, la “Kleiner Flug”(“Piccolo Volo”), che ha come obiettivo quello di far conoscere anche personaggi e luoghi della cultura italiana attraverso i fumetti».

 

Il “Sommo poeta”

«Con loro, e qui introduciamo anche il discorso relativo a Dante Alighieri e alle celebrazioni organizzate per ricordare il 700mo anniversario della morte del “Sommo poeta” (1321-2021), abbiamo progettato – continua D’Arelli – anche la realizzazione di una trilogia di fumetti dedicati proprio a Dante che dovrebbe uscire nel giugno del prossimo anno.

Il padre della lingua italiana, e la sua Divina Commedia, sono stati illustrati da fior di illustratori con opere magnifiche. Ma Dante come li avrebbe descritti, oggi, i suoi personaggi? Attraverso questo gioco si cercherà di avvicinare le persone comuni alla lettura di Dante.

La copertina del libro di fumetti “Dante Alighieri, amor mi mosse” edito della Kleiner Flug

Inoltre, sempre per quanto riguarda le celebrazioni dantesche alle quali sto lavorando da un paio d’anni, insieme ai professori Gabriele Giannini del “Centre d’études médiévales de l’Université de Montréal”, Dario Brancato, della Concordia University, e Matteo Soranzo, della McGill University avevamo concepito una grande mostra di codici danteschi coinvolgendo tre biblioteche nazionali italiane: la centrale di Firenze, quella di Napoli e la Medicea-Laurenziana di Firenze, che conservano i codici danteschi più importanti e pregiati.

Purtroppo, a causa della pandemia la mostra è saltata ma non è saltata l’idea della mostra che ha continuato a germogliare e che si “trasformerà”, anche con l’ausilio di altri partner importanti come la Treccani, la Rai, ecc., in un sito web dedicato a Dante. Oltre a presentare la suddetta mostra in modo virtuale, il sito raccoglierà, in tre lingue, altri contributi sul “Sommo poeta” e diventerà una vera e propria piattaforma dedicata alla cultura e alla civiltà italiana. Inaugureremo il portale entro il mese di giugno prossimo.

Infine – conclude il direttore dell’IIC – non mancherà, dal marzo prossimo, un ciclo di conferenze su Dante, concordate con i suddetti professori, alle quali parteciperanno i più noti studiosi danteschi italiani. Se la pandemia ce lo permetterà saranno in presenza, altrimenti saranno virtuali. Anche in questo caso l’obiettivo è di raggiungere e coinvolgere luoghi che solitamente non sono teatro di iniziative di questo genere come, ad esempio, le residenze per persone anziane, per coinvolgere anche coloro che forse hanno sentito parlare di Dante ma che non lo conoscono ancora bene».

Per informazioni: https://iicmontreal.esteri.it/iic_montreal/it/