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15:03pm5 settembre 2017 | mise à jour le: 5 settembre 2017 à 15:03pmReading time: 3 minutes

“Monza, ancora Hamilton, ora leader mondiale

E a Marchionne gli girano…

Lewis Hamilton ha condotto la sua Merrcedes sul gradino più alto del podio di Monza

ANSA

Il tanto atteso Gran Premio di casa nostra, di scena alla “Scala della Velacità” ha visto uscire la Ferrari battuta da un imprendibile Lewis Hamilton.

Per il campione inglese questa è la sesta vittoria la quale gli permette di scavalcare Vettel, solo terzo al traguardo,  in testa alla classifica mondiale piloti.  Al secondo posto è finito Bottas che completa così “l’emplain” per le Frecce d’Argento. Risultato che brucia, specie per come è maturato, con la Ferrari di Vettel finita a oltre mezzo minuto da Hamilton sotto gli occhi del presidentissimo Marchionne ed il PM Gentiloni.

E proprio dalla bocca di Marchionne, i cui pensieri non li manda a dire, si sono udite frasi che sintetizzano la debacle della Ferrari completata dal quinto posto di Raikkonen. “Questa non è la Ferrari, bisogna raddoppiare l’impegno, ci prendevano un secondo al giro. Oggi è stato quasi imbarazzante vedere la differenza tra Mercedes e Ferrari”, ha detto il presidente della Ferrari.  “L’obiettivo non cambia per il mondiale piloti e costruttori. Dobbiamo togliere il sorriso dalla faccia di questi, mi stan girando un po’ le balle. La macchina, e lo dicevo poco fa ad Arrivabene, e Binotto, non è migliorata rispetto a una settimana fa a Spa, quindi qualcosa non ha funzionato. La mancanza delle prove libere e delle qualifiche credo abbiano impattato sulla prestazione. Oggi la Mercedes era superiore e non potevamo fare niente”, ha concluso così alludendo alla griglia di partenza con le Ferrari quinte e seste, frutto di una qualifica disastrosa e delle penalty incorse alle due Red Bull. “Con quella griglia di partenza era difficile? Non importa, dopo la partenza eravamo tutti liberi di correre e la macchina non ce l’ha fatta, si vedeva, ci prendevano quasi un secondo al giro, impossibile”.

 

Hamilton, fischiatissimo sul podio dai “tifosi”, ha messo ancora di più il dito nella piaga, confermando che il segreto del successo Mercedes sta semplicemente nel motore. Bella scoperta, specie se si considerano le regolazioni alari con conseguente carico aerodinamico delle Mercedes e quindi meno velocità di punta di oltre trenta km/ora se messa a confronto della Red Bull. E su una pista come Monza dove il 73% del tracciato è percorso a tavoletta, non vorremmo immaginare quale sarebbe stato il distacco della Mercedes sulla Ferrari vista a Monza.

A proposito della Red Bull, ha trovato in Ricciardo, partito sedicesimo, uno strameritato quarto posto grazie ad una gara sempre d’attacco, e condotta con il coltello tra i denti, vedi il sorpasso su Raikkonen.

Al sesto posto Ocon, seguito da un sorprendente Stroll, partito in prima fila a fianco di Hamilton erede anche lui delle penalty alle due Red Bull. Il settimo posto gli fa sicuramante onore, specie per come si è difeso sul finale dal compagno Massa ottavo. Perez e Verstappen con la seconda Red Bull completano i top ten a conclusione di una gara super noiosa, se non per qualche contatto di troppo fortunatamente senza conseguenze gravi. Adesso si va a Singapore fra due settimane, circuito amico alla Ferrari da quel che si sente dire in giro, ma dico io, attenti a non illudersi. La storia ci insegna che la Mercedes e Hamilton rimangono il migliore pacchetto su cui puntare per la vittoria finale, a scanso di imprevisti o sorprese.